DIVISION ALPHA – Replika

Pubblicato il 10/01/2004 da
voto
7.0
  • Band: DIVISION ALPHA
  • Durata: 59:00:00
  • Disponibile dal: //2003
  • Etichetta:
  • Holy Records
  • Distributore: Audioglobe
Streaming non ancora disponibile

Metallo e cibernetica, quale interessante connubio! In molti hanno tentato di infondere, alla musica più pesante che ci sia, le rigide e fredde peculiarità di una scienza che ha pochissimo a che vedere con l’essere umano…ma davvero in pochi sono riusciti a rendere bene su disco le atmosfere desolate e glaciali che da tale unione di forze ci si aspetterebbe. Ci provano ora (per la terza volta, a dire il vero) i francesi Division Alpha, tre baldi giovani dai molteplici interessi e dai più svariati gusti musicali che, in circa un’ora di lavoro, riescono a mischiare, mutare e rimodellare influenze derivanti da vari esponenti dell’area metal, da tempo associati al cosiddetto cyber-techno-metal: infatti, durante l’ascolto di “Replika”, si riescono a distinguere alcuni riffoni à la Fear Factory, la marzialità tipica dei Rammstein, il disturbante e monotono incedere dei Godflesh, a cui vanno aggiunti evidenti rimandi, soprattutto per quanto riguarda alcune linee vocali, ai mood darkettoni cari ai Depeche Mode. Se considerate, inoltre, l’obbligatorio concept che si dipana attraverso i testi delle song, potremmo essere in grado di associare visivamente questo lavoro ad un tremendo attacco dei Borg, la crudele razza replicante acerrima nemica dell’Uomo in Star Trek. Frederic Fievez, la voce dei Division Alpha, sembra cantare e declamare i suoi versi da un podio sopraelevato, dal quale arringare le folle oceaniche di umani e androidi accorse. Non dovrebbe esserci molto di realmente suonato all’interno di “Replika”, in quanto gli altri due membri, Paul Banas e Philippe Reinhalter, sono entrambi addetti al programming…si presume anche di batteria e chitarra. C’è poco da fare, quando ci si trova di fronte a questi dischi: o si accetta totalmente la loro natura artificiosa, cercando di apprezzare la loro visionarietà, oppure si rifiuta in partenza la minima presenza di suoni reali; per quello che ci è dato di sentire, i Division Alpha si dimostrano piuttosto bravi nel riproporre una formula abbastanza abusata, avvolgendola in spire ipnotiche, non sempre meritevoli di plauso ma certamente non degne di sbeffeggiamenti vari. I fondamentali arrangiamenti elettronici spaziano da giri al limite della techno (“Propaganda”), a loop che evidenziano il carattere minaccioso di alcune composizioni (bellissima, in questo senso, “Setting The Pawns”), fino ad arrivare all’assolo di sax sintetizzato udibile in “The Last Breath”. Le finte chitarre, a volte, riescono ad essere parecchio cattive, sempre mantenendo però la rigida consistenza del computer, mentre le parti di batteria sono volutamente elementari, per mantenere un carattere di primordialità dinamica che, anche qui, ricorda i Borg di Star Trek. Ottima, infine, la penultima “The Troubling Ascent”, dotata di un cupo feeling mistico-tribale e di un cantato che, in alcuni tratti, confina con il rap (!). Un disco molto strano, insomma, che si fa ascoltare con piacere, anche se poteva essere leggermente accorciato, per evitare sbadigli e “abbiocchi” incombenti verso i tre/quarti d’ascolto. Consigliato ai cultori di questo tipo di metal e a chi utilizza la musica per farsi dei bei voli pindarici…  

TRACKLIST

  1. Enslaving Codification...
  2. Inside Replika
  3. March Of The Drones
  4. Intenebrity
  5. C-wo's Condemnation
  6. The Kelin's Call
  7. Shield Of Flesh
  8. Propaganda
  9. Setting The Pawns
  10. Revelation
  11. The Last Breath
  12. The Exodus
  13. Burning Metropolis
  14. Suspended Lives
  15. The Troubling Ascent
  16. Reconstruction
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