7.0
- Band: DOBERMANN (IT)
- Durata: 00:33:02
- Disponibile dal: 27/03/2014
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Ad un paio d’anni di distanza dalla pubblicazione del notevole omonimo esordio che ha generato non poco entusiasmo in chi scrive, i Dobermann pubblicano l’atteso sequel (preceduto di poco dall’EP “Testarossa”, contenente sei brani cantati in inglese) nel quale troviamo delle piccole ma significative variazioni nelle liriche e nel songwriting. I dieci episodi contenuti in “Vita Da Cani” rimangono saldamente ancorati sulle fondamenta cementate nel tempo da colossi del calibro di AC/DC e Motörhead, conditi da una spruzzata di Police e Van Halen del periodo con David Lee Roth, ma al contempo denotano una struttura più cangiante dalla quale emerge un marcato approccio melodico. Questo contrasto viene egregiamente evidenziato dall’iconica copertina che tributa gli onori alla prestigiosa casa automobilistica Ferrari, ponendosi in netto contrasto con la palese irriverenza del titolo. In alcuni episodi, i Nostri smorzano la tensione accumulata nel precedente capitolo affrontando tematiche maggiormente sensibili alla vita on the road. Ciò viene palesato dall’euforica “Testarossa”, brano che strizza pericolosamente l’occhio agli Offspring di “Americana” e dalla rutilante “Figlio del Fulmine”. Al contempo il trio si diverte a spiazzare l’incauto ascoltatore con lo swing scanzonato di “Voglio Andare Al Bar”. L’irriverenza dei Van Halen di “Hot For Teacher” viene proiettata ai giorni nostri senza convincere particolarmente dall’ironica “Al Lupo Al Lupo”, così come il rhythm and blues di “Odio Tutti (Tranne Te)” svela l’inconfondibile passionalità italiana. Per nostra fortuna non mancano episodi decisamente più accattivanti come “Il Tuono”, imponente monolite che, qualora fosse stato inciso dai fratelli Young, sarebbe stato accolto come manna dal cielo a furor di popolo. L’inconfondibile personalità ed intelligenza lirica del trio piemontese splende in “Nucleare” e “May Day”, dai quali trasuda una spiccata sensibilità artistica. In sostanza i Dobermann hanno voluto vincere facile rendendo la proposta appetibile ad una fascia più ampia di pubblico senza dimenticare del tutto le origini, a testimonianza del fatto di voler concretizzare il sogno di vivere con la musica. In bocca al lupo, ragazzi…
