DØDSENGEL – Bab Al On

Pubblicato il 15/12/2022 da
voto
7.5
  • Band: DØDSENGEL
  • Durata: 01:12:07
  • Disponibile dal: 16/12/2022
  • Etichetta:
  • Debemur Morti

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Non sono certo abituati a produrre dischi facili o da ascoltare distrattamente, i Dødsengel, e confermano la tradizione anche con questo quinto lavoro. I norvegesi tornano sul mercato dopo il buon “Interequinox”, del 2017, e portano sul piatto un’ora e dieci minuti di black metal esoterico e misticheggiante. “Bab Al On” è un disco pesante, denso, pregno di significati concettuali e sonori, dove i due musicisti evocano un vero e proprio rituale su vinile. A incrociarsi con le canzoni più violente, tracce intere (e non semplici ‘orpelli’ riempitivi) di serafici vocalizzi, suoni, oscure litanie (“Annihlation Mantra” o la sentita “Agnus Dei”), basate spesso su disperanti melodie costruite da un cantato convincente. A contralto con quest’aria da Città del Vaticano del male, non mancano per fortuna chitarre distorte e batteria: i Dødsengel, tuttavia, non premono per forza sull’acceleratore per convincere della propria morbosa cattiveria, anzi, riescono a creare un vero e proprio inferno di fiamme scure con tempi a volte più sostenuti ma ben bilanciati da esaltanti midtempo, riff ripetuti e ipnotici, non privi di una certa allure death metal in certe strutture, e una voce forsennata e malata (un fiore all’occhiello nel suo essere sbilenca e assieme perfetta per la proposta) a sostenere un sostrato strumentale decisamente soddisfacente, con derive atmosferiche quasi gothic. I brani di “Bab Al On” sprigionano una negatività tangibile, e sono bravi i ragazzi a non scadere in soluzioni risibili (e il rischio c’è, ad esempio, recitando in latino su “Agnus Dei”), il tutto su di una struttura black metal a modo suo raffinata e sorretta da una produzione decisamente buona nel sottolineare tutte le sottotrame presenti nelle undici canzoni licenziate. Un album del genere potrebbe facilmente venire bollato come un lavoro pretenzioso, a seguito di un ascolto distratto che non renderebbe giustizia alle macabre invenzioni di Kark e Malach Adonai; si tratta invece di un lavoro completo e gustoso, da gustare in penombra, con un buon impianto o, meglio ancora, delle cuffie, lasciandosi fagocitare da un inferno che mostra facce diverse, ora violente, ora sinistramente quiete. Ascolto consigliato.

TRACKLIST

  1. Ad Babalonis Amorem Do Dedico Omnia Nihilo
  2. In the Beginning
  3. Annihilation Mantra
  4. Waters of Unravelling
  5. Bursting as Boils on the Backs of Slaves
  6. The Lamb Speaks
  7. Agnus Dei
  8. Hour of Contempt
  9. In the Heart of the World
  10. Dies Irae
  11. Abomination Gate
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