7.5
- Band: DØDSENGEL
- Durata: 01:12:07
- Disponibile dal: 16/12/2022
- Etichetta:
- Debemur Morti
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Non sono certo abituati a produrre dischi facili o da ascoltare distrattamente, i Dødsengel, e confermano la tradizione anche con questo quinto lavoro. I norvegesi tornano sul mercato dopo il buon “Interequinox”, del 2017, e portano sul piatto un’ora e dieci minuti di black metal esoterico e misticheggiante. “Bab Al On” è un disco pesante, denso, pregno di significati concettuali e sonori, dove i due musicisti evocano un vero e proprio rituale su vinile. A incrociarsi con le canzoni più violente, tracce intere (e non semplici ‘orpelli’ riempitivi) di serafici vocalizzi, suoni, oscure litanie (“Annihlation Mantra” o la sentita “Agnus Dei”), basate spesso su disperanti melodie costruite da un cantato convincente. A contralto con quest’aria da Città del Vaticano del male, non mancano per fortuna chitarre distorte e batteria: i Dødsengel, tuttavia, non premono per forza sull’acceleratore per convincere della propria morbosa cattiveria, anzi, riescono a creare un vero e proprio inferno di fiamme scure con tempi a volte più sostenuti ma ben bilanciati da esaltanti midtempo, riff ripetuti e ipnotici, non privi di una certa allure death metal in certe strutture, e una voce forsennata e malata (un fiore all’occhiello nel suo essere sbilenca e assieme perfetta per la proposta) a sostenere un sostrato strumentale decisamente soddisfacente, con derive atmosferiche quasi gothic. I brani di “Bab Al On” sprigionano una negatività tangibile, e sono bravi i ragazzi a non scadere in soluzioni risibili (e il rischio c’è, ad esempio, recitando in latino su “Agnus Dei”), il tutto su di una struttura black metal a modo suo raffinata e sorretta da una produzione decisamente buona nel sottolineare tutte le sottotrame presenti nelle undici canzoni licenziate. Un album del genere potrebbe facilmente venire bollato come un lavoro pretenzioso, a seguito di un ascolto distratto che non renderebbe giustizia alle macabre invenzioni di Kark e Malach Adonai; si tratta invece di un lavoro completo e gustoso, da gustare in penombra, con un buon impianto o, meglio ancora, delle cuffie, lasciandosi fagocitare da un inferno che mostra facce diverse, ora violente, ora sinistramente quiete. Ascolto consigliato.
