DØDSENGEL – Interequinox

Pubblicato il 29/05/2017 da
voto
7.0
  • Band: DØDSENGEL
  • Durata: 00:56:22
  • Disponibile dal: 19/05/2017
  • Etichetta:
  • Debemur Morti

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Due lustri di attività scanditi da una sequenza quasi impressionante di uscite per questi paladini della nuova ondata black metal norvegese, decisamente una delle proposte più consolidate partorite dalla patria naturale del genere negli ultimi tempi. “Interequinox” fonde tematiche e atmosfere esoteriche a sonorità che sono un omaggio opportunamente aggiornato all’intransigenza primeva. Il risultato sono undici tracce quadrate ma piuttosto cangianti e coinvolgenti, in cui i Nostri sperimentano con gran classe soluzioni anche inaspettate. L’album si apre con “Pangenetor”, un brano in cui su un riff circolare si innestano rallentamenti e un cantato che alterna toni rochi e squarci acuti che entrano sotto pelle. Nella prima parte dell’album brani come “Prince Of Ashes” o “Opaque” si muovono in equilibrio tra cadenze quasi doom e accelerazioni ritmiche feroci e velocissime, in cui la batteria di Malach Adonai la fa da padrone. Mostrano dei cenni di dilatazioni psichedeliche che dominano completamente, invece, “Værens Korsvei”, pezzo lento ed emozionante, o la successiva “Emerald Earth”: un’invocazione in cui il cantato inizialmente epico risulta quasi straniante (nel contesto generale), mentre quando si attesta su registri sperimentali, complici diversi cambi di ritmo, si torna alle sensazioni e ai richiami del brano precedente. E che possono quasi portare alla mente certe esplorazioni degli Oranssi Pazuzu, come si riscontra anche nell’ipnotica “Illusions”, forse il pezzo più affascinante del lotto, anche grazie a un intermezzo guidato dal basso di scuola new wave e al gran lavoro alla voce. “Palindrome” apre dalle parti del proto-doom di fine anni Settanta, soprattutto grazie alle linee di chitarra estremamente acide, e solo gli squarci vocali di Kark ricordano cosa stiamo ascoltando in realtà. In “Rubedo”, brano molto simile nelle cadenze, la potenza vocale viene espressa invece ai massimi livelli: una linea principale epica e acutissima, un controcampo declamato su tonalità più basse e l’inserimento di una voce femminile creano un pezzo veramente evocativo, a metà strada tra i Candlemass e l’heavy psych di qualità. Si tocca un po’ di ripetitività nei tre brani finali, che scorrono via senza eccessivi picchi, ma soprattutto riprendendo le sonorità di inizio album; è evidente come la direzione più sperimentale e doommeggiante, per quanto sempre virata al nero, funzioni meglio: speriamo che i Dødsengel decidano di continuare ad esplorare tali lidi con convinzione, e allora il voto potrà essere, meritatamente, ancora più alto.

TRACKLIST

  1. Pangenetor
  2. Prince Of Ashes
  3. Værens Korsvei
  4. Emerald Earth
  5. Opaque
  6. Illusions
  7. Palindrome
  8. Ved Alltings Ende
  9. Rubedo
  10. Gloria In Excelsis Deo
  11. Panphage
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