DØDSFERD – Diseased Remnants Of A Dying World

Pubblicato il 10/12/2018 da
voto
6.0
  • Band: DØDSFERD
  • Durata: 00:51:44
  • Disponibile dal: 14/12/2018
  • Etichetta:
  • Transcending Obscurity

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Nonostante non sia mai riuscita ad emergere dall’underground, la carriera dei Dødsferd ha raggiunto ormai una dimensione importante: quasi un ventennio di attività e ben nove full-length nella discografia, più una miriade di split ed EP. Full-length che con il nuovo “Diseased Remnants of a Dying World” – di prossima uscita per Transcending Obscurity Records – diventano dieci: un traguardo, quest’ultimo, forse inizialmente insperato persino per un musicista assai prolifico come il leader Wrath.
Dal 2001 l’avventura della black metal band greca ha imboccato molteplici direzioni, quasi sempre lontane dalle più tipiche sonorità elleniche: da esordi old school vicini a matrici nordiche passando per un black’n’roll per cui il gruppo è stato definito la risposta greca ai Darkthrone, sino ad arrivare ad un paio di uscite basate su uno stile ben più dimesso e controllato, per le quali sono stati chiamati in causa paragoni con il filone depressive.
Rispetto all’ultimo “Wastes Of Life”, capitolo particolarmente lento e malinconico, vicino, in certi casi, addirittura agli Alcest, il nuovo “Diseased…” mostra un songwriting più variegato e un approccio più ritmato, anche se lontano dalla sguaiataggine e dal marciume di certe vecchie prove. E’ come se Wrath e soci avessero provato a unire in maniera maggiormente compiuta le loro varie anime, cercando di recuperare un’impronta black metal più chiara rispetto a “Wastes…” e, al contempo, di conferire ad essa un carattere elegante. Probabilmente nelle intenzioni della band si voleva dare al disco una sensazione di peculiarità, di continua mobilità, di insistente destrutturazione, un po’ sulla scia dei Nachtmystium o dei Forgotten Tomb di alcuni anni fa; il risultato finale, tuttavia, non sempre si rivela particolarmente a fuoco ed efficace. L’opener “My Father, My Wrath!” e l’incipit di “An Existence Without Purpose” denotano un certo pathos nel loro riallacciarsi al discorso avviato con l’album precedente, idem tratti della title track (soprattutto dove interviene la chitarra acustica), mentre il resto del lotto vive di momenti, alternando spunti piuttosto ispirati, dai quali emerge quella eleganza che i Dødsferd vorrebbero ora esprimere, e trame molto diluite e senza una identità precisa, in cui manca sia una vena melodica incisiva, sia la giusta dose di aggressività. Nè carne nè pesce, come si suol dire… e la lunga durata media delle composizioni di certo non aiuta a rendere il tutto più digeribile. Le tracce di “Diseased…” sembrano persino essere state composte in periodi diversi, tanto il materiale qui proposto appare talvolta sconnesso. Senza dubbio, dopo tutti questi anni di carriera, sarebbe lecito aspettarsi un’opera un filo più coerente dalla formazione ellenica. Dopo tanto peregrinare, è forse giunto il momento di fare una scelta definitiva a livello di direzione stilistica.

TRACKLIST

  1. My Father, My Wrath!
  2. An Existence Without Purpose
  3. Diseased Remnants of a Dying World
  4. Loyal to the Black Oath
  5. Back to My Homeland... My Last Breath
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