DÖDSRIT – Spirit Crusher

Pubblicato il 25/09/2018 da
voto
7.5
  • Band: DÖDSRIT
  • Durata: 00:44:04
  • Disponibile dal: 28/09/2018
  • Etichetta:
  • Prosthetic Records
  • Distributore: Audioglobe

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Sono trascorsi meno di dodici mesi dall’uscita del loro omonimo debut album e gli svedesi Dödsrit, one man band guidata da Christoffer Öster, colgono in contropiede il già numeroso – e crescente – seguito di estimatori ritornando speditamente sulla scena con un nuovo parto discografico. Si intitola “Spirit Crusher” questo nuovo album del ragazzo scandinavo: quattro lunghe composizioni che arrivano a lambire i tre quarti d’ora di durata e che assumono presto i connotati di un viaggio fra brume e paesaggi rupestri. Non inganni il fatto di trovarsi di fronte a del materiale composto apparentemente in fretta, a nemmeno un anno dalla pubblicazione del primo album: le melodie si rivelano immancabilmente suggestive e  inequivocabilmente degni di far parte del convincente inventario confezionato da Öster, un volto nuovo all’interno del moderno panorama “post” black metal, ma appunto già in grado di lasciare un segno tangibile fra gli amanti di queste sonorità. Il Nostro deve aver tratto evidentemente ispirazione da quanto prodotto dal panorama black metal e crust negli anni Duemila, visto che possiamo tracciare influenze che vanno dai maestri Wolves In The Throne Room ai precursori del filone neo-crust come gli Ekkaia, sino ad arrivare ai tedeschi Ancst, attuali alfieri del connubio fra i mondi black e d-beat. Prendete in ogni caso con le pinze questi riferimenti: è solo per farvi capire a grandi linee cosa aspettarvi dalla proposta marchiata Dödsrit; il progetto, infatti, non nasconde certo le proprie influenze nel suo riadattare certe formule extreme metal in un contesto più duttile e aperto alle contaminazioni, tuttavia è ugualmente in grado di architettare un sound maturo e coerente. Un incedere elegiaco prende piede sin dalle prime note delle nostalgiche venature della canzone di apertura, maestosamente eseguita su una ritmica euforica. L’alternanza fra tesi blastbeat e sezioni più riottose e deraglianti ricorda in particolar modo l’impianto dei succitati Ancst, ma le evoluzioni del progetto svedese sono spesso più emotive e ricercate; le melodie si votano a toni struggenti e riescono sovente ad evocare lande remote ricoperte da foreste e intarsiate da laghi e da corsi d’acqua. La vena creativa del gruppo sembra al momento possedere notevoli risorse e, non a caso, l’album raggiunge il proprio apice alla fine, con una solenne title track nella quale riescono a trovare spazio tutti gli elementi cardine del progetto, più una estesa parte centrale con cui l’ascoltatore viene cullato da un arpeggio superbamente malinconico.
Due opere molto convincenti rilasciate in appena un anno hanno di fatto elevato i Dödsrit al ruolo di realtà rilevante nell’attuale panorama underground internazionale. Difficile, pertanto, aggiungere ulteriori e scontati elogi di turno: il materiale in questo caso parla da se. Prestategli assolutamente un orecchio se, oltre alle band citate in apertura, stravedete per Fall Of Efrafa, Dawn Ray’d e Downfall Of Gaia.

TRACKLIST

  1. Aura
  2. Ändlösa ådror
  3. A drowning voice
  4. Spirit Crusher
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