DOLMEN GATE – Gateways Of Eternity

Pubblicato il 23/04/2024 da
voto
8.0
  • Band: DOLMEN GATE
  • Durata: 00:39:41
  • Disponibile dal: 26/04/2024
  • Etichetta:
  • No Remorse Records

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Diciamo subito che questo debutto è stata una bella sorpresa: la band lusitana è nata nel 2021 dalle ceneri dei Ravensire, dei quali Alex e Nuno – rispettivamente batteria e basso – decidono di raccogliere l’eredità epic metal, ampliandone i confini e lo stile.
I Dolmen Gate, logo in gotico essenziale a contrasto rispetto alla copertina brumosa, già autori lo scorso anno del buon benché ancora acerbo EP “Finis Imperii”, approdano su lunga distanza con un disco fresco come acqua di fonte nonostante la loro musica sia estremamente tradizionale: heavy metal classico, dalle forti tinte epiche, legato tanto agli anni ‘80 come all’hard rock venato di folk del decennio precedente, oltre a una certa dose di doom/rock. Premesso che non ci sono particolari punti deboli, uno dei punti di forza ci sembra la voce di Ana, grintosa ed elegante – vicina per timbro e stile a quelle di Alia O’Brien dei Blood Ceremony e Ann-Sofie Hoyles degli Spiders – che si sposa perfettamente con la proposta della band, regalando un’interpretazione diversa al genere e sfumature decisamente particolari.
Il disco si apre con un brano che porta il nome della formazione, ma non si tratta di un pezzo ‘autocelebrativo’ (pensiamo ad esempio alle iconiche “Manowar” e “Iron Maiden”) bensì di una breve intro acustica dal profumo medievale, semplice quanto evocativa, a segnalarci l’ingresso nel mondo magico e pagano di “Gateways Of Eternity”.
Meno di un minuto dopo siamo nel vivo del disco grazie “Rest In Flames”: forse è troppo presto per parlare di classico, per una band agli esordi, eppure questa cavalcata è il prototipo perfetto del pezzo che al live si attende di poter cantare (strofa e ritornello hanno un incastro perfetto sulla melodia); i musicisti portoghesi non sembrano faticare minimamente a costruire un ottimo pezzo, sicuramente debitore di influenze maideniane, che unisce bei riff, un tiro sporco e stradaiolo (merito della sezione ritmica) e uno spiccato gusto melodico.
Che i ragazzi di Lisbona abbiano il dono dell’immediatezza, senza per questo risultare banali, ce lo conferma “The Oath”, dove il ritmo sostenuto della prima metà del pezzo sfuma in toni progressivamente più cupi, sporcandosi di doom (quello classico di Candlemass e Solitude Aeturnus); di segno opposto “Chambers Of Magic”, il singolo proposto come antipasto sui canali social, che guarda ad un robusto heavy metal venato di epicità, trascinante e piacevolmente sugli scudi, altra gemma grezza dell’album, complici le chitarre di Kiko e Artur, che continuano ad inanellare riff e fondersi in assoli espressivi, tutt’altro che esercizi di stile o ‘di circostanza’.
Il livello delle composizioni che seguono resta più che buono, ma citiamo in particolare la rocciosa e malinconica “The Wheel” – con un vago sentore di Doomsword – e quello che di fatto è l’ultimo pezzo (la title-track non è che, nuovamente e inaspettatamente, una fugace intro strumentale), ovvero la lunga “Betrayal”, che recupera tutte le caratteristiche fin qui citate, alle quali possiamo aggiungere un sentore folk à la The Lord Weird Slough Feg, sicuramente uno dei punti di riferimento della band insieme a Manilla Road, Brocas Helm, Thin Lizzy, Rainbow e Ironsword (tanto per rimanere in Portogallo).
Una menzione particolare va ancora al drumming forsennato e decisamente grezzo, che ricorda (con le dovute proporzioni) quello dei Blind Guardian degli esordi per potenza: la formazione lusitana non ha paura di pestare e sceglie una produzione che non va tanto per il sottile, elemento che apprezziamo in quanto regala una bella pesantezza all’intero lavoro.
In un mare di produzioni patinate, proclami social roboanti e foto ultraritoccate digitalmente, i Dolmen Gate si presentano concreti e puri come dovrebbe essere l’underground (termine talmente abusato da essere spesso svuotato del suo vero significato), mettendo davanti a tutto la forza della propria musica, che ha la preziosa capacità di conquistare.

TRACKLIST

  1. Dolmen Gate
  2. Rest In Flames
  3. The Oath
  4. Chambers Of Magic
  5. The Wheel
  6. Retribution
  7. Horizon's Call
  8. Betrayal
  9. Gateways Of Eternity
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