6.5
- Band: DOMINANT CHAIN
- Durata: 00:25:01
- Disponibile dal: 03/09/2025
- Etichetta:
- Inverse Records
I Dominant Chain sono una formazione finlandese nata nel lontano 2006 e, da allora, attiva nell’area del metal melodico con innesti power e progressive. Nonostante la loro quasi ventennale carriera, “Wasteland Requiem” è il loro primissimo EP, rilasciato con lo scopo di condensare le principali coordinate stilistiche della band e fungere da biglietto da visita verso un pubblico più ampio.
Il disco si apre con l’omonima traccia strumentale, un intro dalle sonorità orchestrali e sinfoniche chiaramente ispirate dai compatrioti Nightwish: il brano è ben arrangiato e curato nelle atmosfere, ma poco coerente con il resto della tracklist; l’evoluzione verso le tracce successive appare perciò brusca e priva di una reale continuità tematica o stilistica.
Dal secondo brano in poi emerge l’anima principale del gruppo: un metal dalle influenze progressive e power, caratterizzato da cambi di tempo frequenti, strutture articolate e un uso intensivo di soli di chitarra e tastiera – spesso sfoggiati in unisoni alla Stratovarius – in brani come “The Moment” oppure “Dirt”.
Un interplay strumentale complessivamente solido, con una buona gestione delle dinamiche e una certa attenzione alla costruzione dei passaggi più tecnici regala all’ascoltatore un prodotto valido e piacevole, seppur non troppo ispirato e spesso basato su strutture compositive un po’ troppo simili tra loro.
La componente vocale, affidata a Marja Kettunen, è forse l’elemento – a nostro avviso – meno convincente: il timbro è pulito e l’intonazione corretta, ma la resa complessiva risulta poco incisiva, un po’ piatta e spesso ripetitiva. Ascoltando l’album sembra quasi che la voce non riesca a integrarsi in modo naturale nel contesto sonoro, dando l’impressione di essere un elemento separato piuttosto che parte di un insieme organico; volendo fare un paragone con i sopracitati Nightwish, potremmo dire che il risultato è un reparto vocale che ricorda – nel bene e nel male – Anette Olzon proprio durante la sua parentesi con la ben più nota compagine finnica.
Tra i cinque brani proposti, il singolo “Kissed By This Life” si distingue per una maggiore compattezza strutturale e per un ritornello immediato; motivo per cui la band lo seleziona come chiudifila del loro primo lavoro discografico, nonché come primo – ed unico – singolo rilasciato con tanto di video musicale.
“Wasteland Requiem” è un EP che, nel complesso, evidenzia buone capacità tecniche e un’idea chiara di direzione musicale, ma che soffre di problemi di amalgama e coerenza stilistica solo in parte giustificati dalla sua natura di opera di esordio.
Contestualizzato come lavoro breve, il battesimo del fuoco dei finnici raggiunge la sufficienza piena, lasciando tuttavia intravedere potenzialità che potrebbero emergere ponendo una maggiore attenzione all’integrazione tra le parti e a una cura più certosina dell’atmosfera all’interno delle prossime opere.
