DOMINE – Champion Eternal

Pubblicato il 11/08/2018 da
voto
9.0
  • Band: DOMINE
  • Durata: 01:00:34
  • Disponibile dal: 29/09/1997
  • Etichetta: Dragonheart
  • Distributore: Audioglobe

Per ogni estimatore del power metal, la seconda metà degli anni ’90 rappresenta, in un certo senso, il periodo in cui il genere è riuscito per la seconda volta a scuotere il panorama musicale mondiale, grazie all’uscita nei negozi di una manciata di album in grado, di lì a poco, di dettare nuove regole per chiunque avesse voluto immergersi in quelle atmosfere magiche rappresentate nel più fiabesco di tutti i filoni della nostra musica preferita. Tra le numerose band già attive precedentemente potremmo citare nomi del calibro di Kamelot, Angra, Edguy e Stratovarius, anche se, in questo caso, sarebbe più giusto soffermarsi su quelle formazioni che hanno esordito direttamente sul mercato nel periodo in questione: oltre alle immancabili realtà nordiche del calibro di Hammerfall, Sonata Arctica e Nightwish, non bisogna dimenticarsi che anche in Italia, nello stesso periodo, stavano iniziando a far parlare di sé alcune band dall’incredibile talento, tra le quali Labyrinth, Secret Sphere e, soprattutto, Rhapsody. In mezzo a tutto questo ben di Dio metallico e scintillante, anche un’altra formazione italiana aveva deciso di tentare di imboccare la ripida strada del power metal, soffermandosi però, un po’ come i sopracitati Hammerfall, sugli stilemi più classici e old school del genere; stiamo parlando naturalmente dei toscani Domine e del loro disco di esordio “Champion Eternal”, del quale abbiamo deciso di parlare nuovamente in occasione sia del venticinquesimo anniversario della formazione guidata dai fratelli Paoli e dal micidiale vocalist Adolfo ‘Morby’ Morviducci, sia della loro partecipazione al nostro prossimo Metalitalia.com Festival.
A partire dal clangore di spade dell’intro, l’intero album si potrebbe descrivere come una fiammeggiante miscela di grinta battagliera, atmosfere lugubri ed epicità metallica, il tutto enfatizzato alla perfezione da un guitar work tagliente, un comparto ritmico preciso e un utilizzo impeccabile e aggressivo della voce e di occasionali orchestrazioni, complessivamente abbinato al concept incentrato sul personaggio di Elric di Melnibonè, nato dalla penna dello scrittore Michael Moorcock: ciò è perfettamente riconoscibile negli oscuri e immersivi brani iniziali “The Mass Of Chaos” e “The Chronicles Of The Black Sword”, così come nella più veloce e ‘luminosa’ “The Freedom Flight”, la quale precede inoltre la prima effettiva suite del disco, “Army Of The Dead”, un formato che verrà successivamente riutilizzato dalla band toscana anche nei lavori successivi, divenendo di fatto una sorta di marchio di fabbrica; poco da dire sulla traccia in questione: a chi non la conoscesse ci limitiamo a segnalare che, con un po’ di fantasia, chiudendo gli occhi e ascoltando con la giusta concentrazione i cinque atti che la compongono, potreste riuscire a immaginare un esercito di morti risorgere dal suo sonno eterno per poi darsi alla distruzione totale. Dopo l’intermezzo “The Proclamation” il lavoro prosegue con tre brani più brevi e relativamente più immediati rispetto a quelli che li hanno preceduti: le cadenzate “Dark Emperor” e “Rising From The Flames” sembrano voler letteralmente preparare e/o scaldare l’ascoltatore in attesa della violenta e adrenalinica “The Midnight Meat Train”, dopo la quale troviamo la seconda e conclusiva suite del pacchetto, intitolata in maniera molto simile all’album stesso, “The Eternal Champion”, della durata di oltre dodici minuti che, tuttavia, non pesano affatto, trattandosi di un brano che scorre via liscio come una spada nel suo fodero.
Nonostante si tratti di un lavoro con ancora alcuni limiti, soprattutto per quanto riguarda la produzione, è innegabile che sia pressoché un obbligo inserirlo tra i migliori esordi della storia del metal tricolore, incipit inoltre di una discografia del tutto esente da momenti morti, composta interamente da lavori sopraffini e indicati nella dieta di qualsiasi metallaro amante di certi tipi di sonorità e atmosfere; perciò, evitando qualsiasi tipo di polemica riguardo a un successo di pubblico pervenuto solo in parte, a distanza di più di vent’anni consigliamo nuovamente a chiunque di fare propria una copia di questo disco così emblematico ed emozionante, nonché rappresentativo dell’enorme potenziale del nostro sottovalutato paese all’interno di una scena che ha trovato nei Domine una vera e propria perla; e, se ancora non li conoscete, è proprio da qui che dovete cominciare.

TRACKLIST

  1. Hymn
  2. The Mass Of Chaos
  3. The Chronicles Of The Black Sword
  4. The Freedom Flight
  5. Army Of The Dead
  6. The Proclamation
  7. Dark Emperor
  8. Rising From The Flames
  9. The Midnight Meat Train
  10. The Eternal Champion
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