DOMINE – Emperor Of The Black Runes

Pubblicato il 09/02/2004 da
voto
9.0
  • Band: DOMINE
  • Durata: 00:59:36
  • Disponibile dal: 02/02/2004
  • Etichetta: Dragonheart
  • Distributore: Audioglobe

Dopo l’uscita di “Stormbringer Ruler”, album in cui la band toscana ottenne il massimo in fase di produzione e forse anche per quel che riguarda l’opera musicale in se stessa, non era facile bissare i risultati conseguiti. Penso che anche Enrico Paoli e soci abbiano provato il timore, in un primo momento, di non riuscire non dico a superarsi, ma almeno di ripetersi. Ed invece, con questo “Emperor Of The Black Runes”, i Domine sono riusciti addirittura nell’ardua impresa di battere l’illustre predecessore, lanciando sul mercato discografico un disco destinato a sbaragliare la concorrenza e a lasciare il segno per molto tempo. I motivi di tutto ciò sono, almeno per chi scrive, essenzialmente due: oltre al fatto di aver dato vita a dieci pezzi di assoluto valore e rara bellezza, i Domine hanno compiuto un ulteriore passo avanti in fase di produzione e hanno concepito il disco più “caldo” e ricco di feeling della loro storia. Il lavoro si apre con “Overture Mortale”, breve intro strumentale carica di epicità, adatta a preparare l’ascoltatore per il primo vero pezzo del disco, “Battle Gods”. Come inizio non si poteva pretendere di meglio: la canzone fa subito breccia nel cuore dell’ascoltatore grazie ad una fiammata di power metal arricchita da un chorus dannatamente trascinante destinato a diventare un nuovo cavallo di battaglia dal vivo. “Arioch, The Chaos Star” vede subito Morby sugli scudi a lanciare un acuto dei suoi, mentre il lavoro alla chitarra di Enrico è a dir poco impressionante; la seguente “The Aquilonia Suite” è un omaggio a “Conan Il Barbaro”. L’inizio è lento ed impregnato di un’epicità che ha dell’incredibile, grazie soprattutto alle tastiere di Riccardo Iacono che esplorano territori da soundtrack cinematografica (come nel pezzo precedente e in altri episodi dell’album), fino a quando Enrico non suona la carica con la sua chitarra. Il refrain è davvero memorabile, la frase “Ave Domine” è cantata in maniera magniloquente ed ha il sapore di una specie di autocelebrazione. “The Prince In The Scarlet Rose” inizia con un dolce pianoforte che introduce un intenso mid-tempo nel quale la grandiosa voce di Morby ci culla piacevolmente; la seguente “Icarus Ascending” è aperta da un arpeggio acustico che dà vita ad un pezzo molto cadenzato segnato da un chorus maestoso. “The Song Of The Swords” è una song di metallo fiero e intransigente attraverso la quale si viene trasportati in un campo di battaglia; “The Sun Of A New Season” è la seconda suite del disco che parte con un intenso fraseggio di chitarra: in questo episodio Morby duetta con Leanan Shide (la cantante dei Beholder) e insieme infondono al pezzo un’intensità emotiva fuori dal comune. “True Believer” è un’epica e mordace cavalcata con un ritornello che definire favoloso sarebbe solamente un mero artificio lessicale, mentre a chiudere il disco ci pensa “The Forest Of Light”, track interamente acustica assolutamente inedita per la band in cui Morby dimostra di essere fenomenale anche su tonalità pacate, abbastanza inusuali per lui. “Emperor Of The Black Runes” è semplicemente un grandissimo disco, da avere a tutti i costi. Se c’è ancora qualche amante di queste sonorità che non possiede un disco dei Domine, questa è l’occasione buona per redimersi da questa colpa.

TRACKLIST

  1. Overture Mortale
  2. Battle Gods
  3. Arioch, The Chaos Star
  4. The Aquilonia Suite
  5. The Prince In The Scarlet Robe
  6. Icarus Ascending
  7. The Song Of The Swords
  8. The Sun Of A New Season
  9. True Believer
  10. The Forest Of Light
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