DOOM – Corrupt Fucking System

Pubblicato il 28/01/2014 da
voto
7.5
  • Band: DOOM
  • Durata: 00:33:38
  • Disponibile dal: 23/12/2013
  • Etichetta: Black Cloud Records
  • Distributore:

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Un po’ come gli Amebix, i Deviated Instinct, i Discharge, e i Bolt Thrower anche i Doom sembrano vivere più della loro leggenda che della loro musica. Sporadica se non quasi nulla l’attività live, quasi del tutto assente quella in studio, la band inglese, piagata da sempre dalla propria stessa esistenza ai limiti della società e da costanti problemi di lineup, grazie ai suoi rivoluzionari inizi ha vissuto sino ad oggi campando della rendita della propria leggendaria reputazione di band rivoluzionaria e fondamentale nell’affermazione del Crust e del D-Beat. Nati decenni or sono proprio grazie a band come i Doom, i due sottogeneri heavy nati dalle primissime fusioni tra punk e metal, oggi sono alla base di un’enorme corollario di generi heavy che vivono di contaminazione e che dunque rendono lampante quale sorta di veneratissima ammirazione caratterizzi a livello mondiale i cruster inglesi. Sopravvissuti grazie al continuo cambio di lineup e a un mito che non morirà mai, i Doom sono arrivati vivi fino ad oggi, e a dieci anni dal lavoro precedente sono stati in grado di regalarci un altro, splendido esempio di cosa significhi essere pionieri e possessori della formula prima di una vera rivoluzione. “Corrupt Fucking System” sin dal titolo è esemplificativo di quell’estetica british fatta di punk e metal (qualunque genere incazzato e belligerante era utile allo scopo allora) nata negli anni Ottanta in Inghilterra nell’inferno tatcheriano del perenne scontro politico e di una working class stremata e sfinita dagli scioperi e ormai perennemente sul piede di guerra. Molto è cambiato da allora come niente. Le ingiustizie sociali oggi si trasmettono sull’immigrazione, sulle economie globalizzate, si sono spostate dalle fabbriche inglesi a quelle cinesi e vietnamite. Insomma, il sistema è ancora corrotto come non mai, e chi ne ha coscienza vive una vita defilata strisciando tra squat, centri sociali e comunità punk, e se sa tenere una chitarra in mano non può che creare musica come questa. Musica che ha il suono delle discariche e delle fogne che prendono vita e prendono la mazza in mano. Crass, Conflict, Slayer, Bolt Thrower, Motorhead e Venom che si fondono all’unisono, mescolandosi in una barricata incendiaria di blast beat, anthem e breakdown spaccaschiena, e si scagliano contro ogni sistema con la furia di un cataclisma. Nulla è cambiato rispetto a trent’anni fa, lo spirito continua (per usare una terminologia punk che più punk non si può) ed è per questo che i Doom sono ancora qua, ed è anche per questo che queste canzoni fanno male e sono scritte con l’estro e la maestria di quelli che le scrivevano tre decenni fa, quando a sedici anni già avevano perso tutti i denti e i loro genitori alcolizzati e rovinati dalla disoccupazione li prendevano a calci nelle costole. Questo disco rende quasi felici che il mondo per certi versi è una merda, poiché se non fosse così, probabilmente non staremmo qua a sentire il brutalissimo e spacca-ossa ritorno di una delle band d-beat più fondamentali di tutti i tempi.

TRACKLIST

  1. Stripped, Whipped & Crucified
  2. Prey For Our Souls
  3. Human Meat
  4. Yes, They Still Test On Dogs
  5. Suffering In Silence
  6. Eat Shit & Buy
  7. Corrupt Fucking System
  8. Apostasy
  9. Own Worst Enemy
  10. Final Hour (For Golden Shower)
  11. Con Dem Nation
  12. Better Off Dead
  13. Thatchercide
  14. Cults Of Human Sacrifice
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