DOOMOCRACY – Unorthodox

Pubblicato il 22/11/2022 da
voto
8.5
  • Band: DOOMOCRACY
  • Durata: 00:47:40
  • Disponibile dal: 11/11/2022
  • Etichetta:
  • No Remorse Records

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Cinquanta minuti scarsi pregni di epicità all’interno di un viaggio sonoro ricco di mille sfaccettature; è ciò che ci attende una volta premuto il tasto play di “Unorthodox”, terza fatica dei cretesi Doomocracy. Attivi fin dal lontano 2011, il gruppo ha dato alle stampe due interessanti lavori prima con “The End Is Written” – rilasciato nel 2014 – poi, tre anni più tardi, con “Visions & Creatures Of Imagination” che ha sancito la consacrazione di questa band inserita spesso nel filone dell’epic-doom, ma che all’interno del proprio sound presenta anche chiare influenze progressive e classic metal. Ritmi per lo più controllati, melodie ricercate, cori solenni, atmosfere oscure e battagliere ed un elevato bagaglio tecnico sono ancora le caratteristiche principali che avvolgono queste nuove composizioni in una tracklist che alterna alcune brevi intro – il cui compito è quello di far addentrare l’ascoltatore all’interno del concept – a veri e propri brani articolati e dinamici. Raccontando storie dedicate ai giorni dimenticati e persone perdute, l’ascolto è fin da subito coinvolgente e ricco di pathos. La voce teatrale e squillante di Michael Stavrakakis mostra tutte le proprie doti interpretative già dalle prime note, quelle dell’appassionante ed intrigante “Eternally Lost”, brano dinamico esaltato da partiture orchestrali che viene condotto da riff decisi che ben si amalgamano con la presenza di qualche strumento a fiato. Minas Vasilakis alla batteria ci dà dentro dando il via a repentini ed esaltanti cambi di tempo. Difficile resistere all’incedere epico di “Prelude To The Apocalypse”, brano ricco di pathos che conquista fin dai primi ascolti. La strofa colpisce per eleganza spinta dall’ugola cristallina di Michael, che si muove con disinvoltura sopra il muro sonoro invalicabile costruito dalle chitarre di Harry Dokos e Angelos Tzanis che macinano riff senza sosta. Cori oscuri e gli acuti taglienti del cantante ellenico continuano con la successiva “The Spiritualist”, dove partiture progressive ed epiche sono la spina dorsale di un brano elegante,  capace di trovare un equilibrio perfetto tra la voce limpida e trasparente di Stavrakakis e il massiccio impatto creato dalle chitarre. Corre rapida “Novum Dogma” prima di fermarsi un attimo, esaltandosi su un coro possente ed evocativo dove diverse voci si intrecciano alla perfezione, mostrando tutta la cura nei dettagli che caratterizza il songwriting dei Doomocracy. I ritmi lenti e le atmosfere cupe di “Our Will Be Done” colpiscono con cori avvolgenti, alternando chitarre acustiche con parti narrate a passaggi più possenti. Ancora riff corposi spalancano la strada della titletrack, pezzo avvincente che esplode con estremo vigore, infine è l’interpretazione (ancora magistrale) al microfono ad opera del talento greco a valorizzare all’ennesima potenza le note finali di “Catharsis”, splendida gemma sonora che si dilunga per otto minuti attraverso accelerazioni improvvise, cori imponenti e assoli esplosivi.
Una tecnica sopraffina accompagna epicità e drammaticità che scorrono straripanti durante gli undici pezzi, rendendo “Unorthodox” una dimostrazione di estrema classe, un disco che entra di diritto tra le migliori uscite in assoluto dell’anno in corso, glorificando il lavoro della band ellenica e rendendolo meritevole delle attenzioni di tutti gli appassionati di questa musica.

TRACKLIST

  1. Aeons Of Winter
  2. Eternally Lost
  3. Prelude To The Apocalypse
  4. The Hidden Gospel
  5. The Spiritualist
  6. Novum Dogma
  7. Death: A State Of Mind
  8. Our Will Be Done
  9. October 14th 1582
  10. Unorthodox
  11. Catharsis
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