DOOMRIDERS – Darkness Come Alive

Pubblicato il 13/11/2009 da
voto
7.0
  • Band: DOOMRIDERS
  • Durata: 00:46:18
  • Disponibile dal: 29/09/2009
  • Etichetta: Deathwish Inc.
  • Distributore: Andromeda

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Per la seconda volta Nate Newton, messi momentaneamente da parte i suoi portentosi Converge, dà sfogo alla sua passione per il metallo più classico e torna in pista con i Doomriders, a tre anni di distanza da quel “Black Thunder” che segnalò la band all’attenzione generale. A differenza dell’esordio, Newton e compagnia puntano meno sull’impatto hardcore delle composizioni e riescono a strutturare meglio la loro proposta musicale, fatta di rimandi al passato ma solidamente costruita sul presente. Se la componente core e bostoniana è comunque presente, anche se in maniera minore, la parte del leone la fanno le linee melodiche che rimandano al metal classico, quello della NWOBHM per intenderci. I Doomriders quindi pongono in essere un’operazione simile a quella portata avanti da Matt Pyke e dai suoi High On Fire, con la differenza che questi ultimi modernizzavano sonorità sabbathiane, mentre i nostri giocano con armonizzazioni care agli Iron Maiden e, in misura minore ai Motorhead, finendo per ricordare una versione decisamente più grezza ed ignorante dei Mastodon e dei Baroness. Musica moderna quindi, ma dal cuore antico; musica che mette a nudo e scarnifica le proprie influenze per ricostruirle senza fronzoli ma con tanta sostanza; musica che è definibile come un incrocio tra metal ed hardcore ma che poco ha a che fare con il metalcore propriamente inteso. Alcuni brani colpiscono dritto al cuore, grazie a delle melodie malinconiche (Danzig-oriented, diremmo) sostenute da un sound possente e carico, come avviene nel caso della meravigliosa “Come Alive” o nell’altrettanto riuscita “Crooked Path”. I frangenti maggiormente hardcore si trovano all’altezza di “Knife Wounds”, “The Equalizer” e “Mercy”, ovverosia brevi schegge sonore che comunque non rinunciano alla contaminazione (soprattutto in “Mercy”). I Doomriders sono discreti anche quando i ritmi rallentano, come accade nel break della già citata “Come Alive” e nelle sludge doom-oriented “Jealous God” e “Rotter”. Peccato che all’interno di “Darkness Come Alive” vi siano anche diversi filler, ma su un totale di diciassette brani era una cosa quasi inevitabile. A livello di singoli segnaliamo una sezione ritmica prettamente hardcore e quindi con pochissimi fronzoli e molta sostanza, un chitarrismo che su una struttura come quella adottata dalla band appare quasi elegante ed una performance vocale sguaiata ma che sa essere anche emozionale. Avvisiamo subito che l’album non è di facile ascolto: chi scrive, avendo una matrice prettamente classica, ha faticato molto per accettare uno stravolgimento della NWOBHM in chiave hardcore ma, una volta superate le secche iniziali, bisogna ammettere che la musica qui contenuta è di quelle che sanno dare soddisfazioni. Se ci fossero stati sette o otto pezzi in meno, il secondo lavoro dei bostoniani sarebbe stato una bomba atomica, ma anche così come è stato concepito “Darkness Come Alive” potrebbe lasciare il segno sulla scena. Esperienza da provare.

TRACKLIST

  1. Fade From Black
  2. Heavy Lies The Crown
  3. Bear Witness
  4. Knife Wound
  5. Come Alive
  6. Night Howler
  7. Crooked Path
  8. Lions
  9. The Equalizer
  10. Night Lurker
  11. Jealous God
  12. Mercy
  13. Night Beckons
  14. Blood Avenger
  15. Bloodsucker
  16. Untitled
  17. Rotter
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