DOPETHRONE – Hochelaga

Pubblicato il 12/04/2015 da
voto
5.0
  • Band: DOPETHRONE
  • Durata: 00:40:37
  • Disponibile dal: 13/04/2015
  • Etichetta: Totem Cat Records
  • Distributore:

Facciamocene una ragione. E’ sotto gli occhi di tutti ormai che la scena sludge doom internazionale negli ultimi anni si sia espansa come la peste bubbonica con proposte che non sempre a livello qualitativo riescono a destare ancora interesse. Un suono omologato, una formula musicale che sta diventando un po’ stantia e noiosa. Numerose band seguono pedissequamente le claustrofobiche visioni lisergiche dei grandi padri quali Eyehategod, Electric Wizard e Sleep. Il triumvirato ‘dopato’ ha generato una pletora di frammenti psichedelici e non che, nella maggior parte dei casi, non feriscono più ma possono a malapena scalfire. I canadesi Dopethrone (nome più banale non potevano trovarlo) rientrano nell’ insieme maledetto di quella grande specie di imitatori senza arte nè parte che ci auguriamo riesca ad estinguersi il prima possibile. Il trio di Montreal dà vita ad un album che segue per filo e per segno quanto già fatto da altre band in passato e lo fa senza un briciolo di personalità. Senza inventiva e mordente, sforzandosi il minimo, compongono sette lunghi e noiosi episodi debitori del suono liquido e fumoso dei grandi Bongzilla e dei più caustici e sporchi Weedeater. La differenza però sta nel sapere creare musica che possa destare un minimo d’ interesse: ascoltando “Hochelaga” si è avvolti da una stanchezza celebrale il cui effetto è pari a dieci cannoni ben farciti. Non sappiamo se l’intento dei Dopethrone sia proprio questo. Non ci giuriamo. I riff sono monotoni, sempre uguali e non si staccano nemmeno per un secondo dall’accordo che ha fatto grande ed immenso un album come “Dopesmoker”. Il mid-tempo sempre uguale si sviluppa in una dinamica che per battute ed intervalli conosciamo a memoria, generante sonnolenza ed ipnotica apatia. La voce è uguale, come impostazione, come timbro e come metrica, al marciume nasale dei Bongzilla e neppure gli inserti cinematografici e documentaristici tra un pezzo e l’altro sono originali dato che i Church Of Misery lo fecero già qualche annetto fa e le derive psichedeliche appena accennate sono copiate da un qualsiasi album degli Ufomammut. Purtroppo questo è l’ennesimo episodio che testimonia lo stato di salute di questo genere. Un genere che pericolosamente si avvicina ad essere una moda.Ma le mode in determinati ambiti sono pericolosissime e dannose. Solo i grandi nomi verranno ricordati. “Dopethrone” è un album degli Electric Wizard.

TRACKLIST

  1. Sludgekicker
  2. Chameleon Witch
  3. Vagabong
  4. Scum Fuck Blues
  5. Dry Hitter
  6. Bullets
  7. Riff Dealer
1 commento
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