DORDEDUH – Har

Pubblicato il 11/05/2021 da
voto
8.0
  • Band: DORDEDUH
  • Durata: 01:01:28
  • Disponibile dal: 14/05/2021
  • Etichetta:
  • Prophecy Productions
  • Distributore: Audioglobe

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Non si avevano notizie dei Dordeduh dal lontano 2012: la band, nata dalla fuoriuscita di Hupogrammus e Sol Faur dai Negură Bunget, aveva pubblicato in quell’anno l’ottimo “Dar De Duh”, un gioiellino di black metal atmosferico infarcito di folk che sicuramente in molti ricorderanno, riuscendo nella difficile impresa di mantenere in vita lo spirito originario, nonché la spiritualità, del gruppo di provenienza, prima di far perdere le proprie tracce. Un suono profondo e profondamente connesso alle proprie radici ed alla propria cultura, in cui letteralmente si respira l’aria delle foreste della loro terra natia; l’uso del romeno per i testi era funzionale a fortificare quella magica atmosfera e anche il nome della band, che si può tradurre con qualcosa di simile a ‘desiderio di spirito’, rientra in questa sfera concettuale.
Nove lunghi anni sono passati da allora, un’enormità nel mondo della musica, ed il quartetto ritorna con il nuovo “Har”: fin dalla presentazione si capisce che il progetto è ambizioso ma, ovviamente, il timore è quello di trovarsi di fronte ad una cocente delusione, come spesso può accadere in casi simili. Invece, i romeni riescono a ricreare la stessa magia. Il titolo stesso dell’opera, ancora una volta, rimanda a qualcosa di spirituale, essendo un termine traducibile con ‘grazia’, quel tipo di dono che l’essere umano riceve per natura, e tutti i pezzi sono infusi di questa misticità. Partendo da un substrato in cui black metal e folk vengono miscelati con un approccio che può ricordare gli Enslaved, anche se ovviamente i riferimenti culturali sono differenti, il suono dei Dordeduh incorpora elementi di prog, rock e psichedelia, se non addirittura qualche raro momento pop, creando pezzi in cui melodia e brutalità si alternano senza pause. In particolare, la componente folk è molto marcata, forse ancor più che in passato, tanto che la lista di strumenti tradizionali utilizzati è infinita: timbales, xilofono, mandolino, tamburi per citare solo i più comuni. Fin dall’iniziale “Timpul Întâilor” si intuisce come l’ispirazione sia ai massimi livelli, con i romeni che ci guidano in un epico viaggio, che inizia con toni soffusi ed atmosfere ariose per poi passare a riff più corposi ed un intermezzo con un tremolo emozionante dal gusto post rock, alternando voci in growl e pulite. Mostruosa anche “De Neam Vergur”, uno dei momenti più soft dell’album, che fa pensare ad un’improbabile ma azzeccatissima fusione dei Nokturnal Mortum con i Pink Floyd. “Vraci De Nord” si divide tra momenti ambient burzumiani e sfuriate dal timbro death/doom, abbellita da brevi interventi di elettronica. Non era facile, ma “Har” è un album che si colloca agli strepitosi livelli del debutto: speriamo ora di non dover attendere altri nove anni per avere tra le mani il terzo capitolo di questa incredibile saga.

TRACKLIST

  1. Timpul Întâilor
  2. În Vieliștea Uitării
  3. Descânt
  4. Calea Magilor
  5. Vraci De Nord
  6. Desferecat
  7. De Neam Vergur
  8. Văznesit
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