DORMANT ORDEAL – Tooth and Nail

Pubblicato il 17/04/2025 da
voto
7.5
  • Band: DORMANT ORDEAL
  • Durata: 00:47:17
  • Disponibile dal: 18/04/2025
  • Etichetta:
  • Willowtip Records

Giunti al traguardo del ventesimo anno di attività, i Dormant Ordeal proseguono il loro cammino artistico con un album – il nuovo “Tooth and Nail” – che ne conferma la volontà di approcciare la materia death metal secondo una visione personale e svincolata da modelli rigidi o predefiniti.
Un modus operandi che, a causa delle possibilità offerte dall’autoproduzione (prima) e da un’etichetta poco ‘trendy’ come la Selfmadegod (poi), non si può dire abbia favorito la diffusione del nome della band polacca nell’underground, ma che alla lunga, sulla scia di lavori del calibro di “We Had It Coming” e “The Grand Scheme of Things”, ha saputo evidentemente portare i suoi frutti.
Nel 2025, ritroviamo infatti il duo di Cracovia sotto l’ala protettrice della Willowtip, label perfetta per spingere un certo tipo di metal estremo tecnico e moderno, e che ci auguriamo possa finalmente garantire a questi musicisti il ‘salto’ che meritano, consentendo alla loro proposta, da sempre onnivora in termini di scuole stilistiche da cui attingere, di raggiungere una platea un po’ più ampia.
Nello specifico, così com’era stato in passato, la base di partenza viene fornita da Nile e (soprattutto) Decapitated del periodo “The Negation”/“Organic Hallucinosis”, con un guitar work martellante e sincopato a richiamare – similmente al suddetto capolavoro del 2006 – il clima apocalittico e gli assalti cibernetici dei migliori Meshuggah; un cuore freddo, rigido e severo, qui esaltato da una produzione roboante e lucidissima e dalla prova alla batteria dell’ospite Chason Westmoreland (Brand of Sacrifice, ex Hate Eternal, ex The Faceless), che però, nelle mani dei Nostri, trova puntualmente il modo di sciogliersi in una bruma di soluzioni umorali e melodiche, i cui punti di riferimento possono essere rintracciati tanto nelle processioni ‘post’ dei Cult of Luna quanto nel groove evocativo dei Gojira di “From Mars to Sirius”.
Ridotte a un eco lontano, invece, le sfumature black metal che qua e là striavano il precedente “The Grand Scheme…”, mentre l’equilibrio fra armonia e dissonanza inseguito da alcuni passaggi può ricordare ancora una volta quello degli Ulcerate dell’ultima fase di carriera.
Insomma, la carne al fuoco è nuovamente parecchia, così come risultano ingombranti i termini di paragone, eppure i Dormant Ordeal riescono a trasmettere all’insieme un senso di fluidità innata, di amalgama spontaneo, che fa sì che la scrittura di questo quarto full-length, pur tenendo a mente certe direttive, preservi sempre la sua cifra distintiva.
Brani che ruggiscono senza perdere di vista l’eleganza e l’epicità sullo sfondo, ora ponendo l’accento sull’aspetto emotivo (basti sentire l’ottima “Solvent”, episodio principe della tracklist con il suo incedere drammatico), ora spazzando via tutto sotto i colpi di un’aggressione che attualizza intelligentemente il discorso del death metal di inizio millennio.
Forse, nel complesso, il lavoro precedente poteva contare su qualche ‘hit’ in più, complice una vena atmosferica più accentuata, ma ciò non toglie a questo “Tooth and Nail” di suonare come l’ennesimo centro messo a segno da parte di questa piccola, talentuosa realtà.
Se finora ne avete ignorato le mosse, questo dovrebbe essere il momento di rimediare.

 

TRACKLIST

  1. Wije i mary, Pt. 1
  2. Halo of Bones
  3. Horse Eater
  4. Orphans
  5. Solvent
  6. Dust Crown
  7. Against the Dying of the Light
  8. Everything That Isn't Silence Is Trivial
  9. Wije i mary, Pt. 2
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