DOWN AMONG THE DEAD MEN – … And You Will Obey Me

Pubblicato il 21/06/2018 da
voto
5.5
  • Band: DOWN AMONG THE DEAD MEN
  • Durata: 00:30:33
  • Disponibile dal: 15/01/2018
  • Etichetta: Transcending Obscurity
  • Distributore:

Dopo tre anni di silenzio tornano in pista i Down Among The Dead Men, un altro dei mille progetti che vedono coinvolto il chitarrista/cantante svedese Rogga Johansson. La realtà in questione è inoltre nota per vedere dietro al microfono Dave Ingram, frontman britannico famoso soprattutto per la sua militanza nei Benediction nel loro periodo più fortunato e nei Bolt Thrower di “Honour – Valour – Pride”. Questo nuovo “…and You Will Obey Me” è un album prevedibile e nostalgico, che ripercorre quanto fatto in precedenza dai membri chiave della formazione senza introdurre alcuna novità rilevante. I Nostri, da veterani del mondo death metal (qui venato di crust punk), hanno puntato per questo nuovo disco sull’usato sicuro, provando a dare agli ascoltatori esattamente quello che ci si aspetterebbe da una band che non ha nel proprio codice genetico l’inclinazione all’innovazione e al cambiamento. Questo non sempre è un male, soprattutto in un filone in qualche modo statico come quello in oggetto, che deve principalmente comunicare urgenza, minimalismo e attitudine sfrontata. Elementi, questi ultimi, ampiamente presenti su “…and You Will Obey Me”, opera che però ha un rovescio della medaglia e che, superato il continuo assalto in d-beat, denota come anche per i Down Among The Dead Men il tempo stia passando e l’effetto sorpresa degli inizi stia pian piano lasciando il posto a quel manierismo e a quella penuria di ispirazione che hanno intaccato la proposta di tanti altri gruppi guidati da Johansson. Nonostante il lavoro sia nel complesso discreto dal punto di vista dello stile e dell’esecuzione, sul fronte del puro songwriting aleggia spesso un senso di incompiutezza o di stanchezza che non riesce più a ravvivare quel fuoco che dovrebbe essere alla base di dischi come questo. Si salvano la title track – forte di cori ficcanti e memorizzabili – la successiva “The End of Time”, che può vantare delle melodie più accentuate e, su tutto, la prova di Ingram, il quale, a dispetto dell’età ormai piuttosto avanzata, possiede ancora un growl profondo e subito riconoscibile. Per il resto, quanto approntato dalla band in questa occasione rischia seriamente di scomparire all’ombra di molti altri dischi ben più curati ed efficaci: dagli ultimi Vallenfyre e Goatwhore sino ovviamente ad arrivare ai classici di Entombed o Extreme Noise Terror. Si può passare oltre senza grandi patemi.

TRACKLIST

  1. Destroy the Infinite
  2. Axis of Insanity
  3. ... and You Will Obey Me
  4. The End of Time
  5. Omega
  6. House of Blue Fire
  7. The Age of Steel
  8. Eye of Harmony
  9. Darkness of Glass
  10. Panopticon
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