DOWNSET – One Blood

Pubblicato il 04/09/2014 da
voto
7.5
  • Band: DOWNSET
  • Durata: 00:42:49
  • Disponibile dal: 21/07/2014
  • Etichetta:
  • Distributore:

A vent’anni dal seminale omonimo esordio (“Downset”, 1994) e a dieci dall’ultimo – peraltro piuttosto debole – vagito musicale (“Universal”, 2004), i losangelini Downset si ripresentano sul mercato discografico quasi sorprendentemente ma, altrettanto, in modo davvero encomiabile e rimarcabile, sia dal punto di vista qualitativo sia da quello delle modalità. Infatti, dopo che nell’ultimo paio d’anni sono praticamente esistite due versioni dei rap-corer di origine latino-americana, finalmente in questo 2014 inoltrato le cose si sono aggiustate e riassestate, riconsegnando al vocalist Rey Oropeza e al chitarrista Brian ‘Ares’ Schwager la loro creatura. Non ci sono Neil Roemer e Rogelio Lozano vari – i nomi alla guida dell’altra incarnazione del combo – che tengano, i Downset devono avere Oropeza alla voce e ‘Ares’ alla chitarra, poco da fare. C’è voluto un decennio per ascoltare loro nuova musica, ma questi ‘statici giorni permanenti’ di silenzio pressoché assoluto sono valsi proprio la pena; già, perché il nuovo “One Blood” è un’opera di alto valore, riportante i suoi autori, se non all’epoca devastante di “Do We Speak A Dead Language?”, sicuramente a pareggiare i contenuti di “Check Your People”, album uscito nel 2000 e, diciamolo, ultima presenza valida dei Downset nell’universo delle sette note. Richiamato il lungagnone James Morris al basso e reclutato (di nuovo) Chris Hamilton alle pelli, giusto per assicurarsi quel grado di pesantezza necessaria a spaccare qualche pietra, Rey e Brian hanno composto una manciata di canzoni studiate a puntino per risvegliare le anime orfane e perse del tipico hardcore rappato e incazzato dei Nostri. Dodici tracce (tralasciamo però dal computo “Who’s Tripp’n (Intro)”, giusto un intermezzo) che recuperano tutti i trade-mark dei Downset, dal riffing quadrato e urticante al pulsare organico della quattro-corde, dalle atmosfere a volte decadenti e malinconiche al flow immediatamente riconoscibile di un Oropeza sempre più consapevole delle sue lyrics, ora che, a quanto pare, lavora come sindacalista a Los Angeles. La title-track non potrà, con il suo crescendo distruttivo ed enfatico, non ricordarvi l’anthem “Anger!”, cavallo di battaglia immortale della formazione; “Tu Corazon” è la nuova versione di “Sangre De Mis Manos”, sebbene non raggiunga il pathos e l’integrità di quel brano; e, tanto per citare un altro episodio, ecco la sparata hardcore belluina e abrasiva di “Why We Can’t Wait”, la traccia più violenta del lavoro, a rammentarci “Against The Spirits”! Il resto della tracklist, a partire dall’altro inno “Know Me”, posto in chiusura, e dall’ottima “Who’s Tripp’n”, non è da meno e, già dal primo ascolto, “One Blood” si fa apprezzare per la sua sincerità, la sua genuinità e la sua rabbia primordiale, sebbene incanalata con sapienza da musicisti con alle spalle quattro lustri di militanza nel ‘ghetto’. Il tutto, è bene ricordarlo, presentato al pubblico senza nessuna etichetta alle spalle e con zero distribuzione, almeno per ora. Il DIY si addice perfettamente ai Downset, che evidentemente, con Mercury Records prima e con Epitaph poi, non si sono sentiti a loro pieno agio. Siamo sicuri che i vecchi fan sapranno apprezzare senza ritegno il ritorno di Oropeza & Co. fra di noi, ma è probabile che anche i nuovi adepti, che magari dei Downset avranno solo sentito parlare in qualche remota conversazione di ormai ultra-trentenni hardcorer, potranno trovarci qualcosa di buono e fresco, in questo “One Blood”. Il più classico dei bentornati, ragazzi!

TRACKLIST

  1. One Blood
  2. Without
  3. Champion
  4. All I Got
  5. It’s Your World
  6. Why We Can’t Wait
  7. Tu Corazon
  8. Who’s Tripp’n (intro)
  9. Who’s Tripp’n
  10. Passion
  11. No Doubt
  12. Know Me
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