7.0
- Band: DRACONIAN
- Durata: 01:04:52
- Disponibile dal: 20/06/2011
- Etichetta:
- Napalm Records
- Distributore: Audioglobe
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Vista la scomparsa dei Theatre Of Tragedy e la virata verso lidi più soft e/o mainstream di Tristania e Leaves’ Eyes, i Draconian, assieme ai Trail Of Tears, stanno diventando rapidamente gli ultimi paladini del gothic metal con voce femminile vecchia scuola. Se infatti si continua a parlare di questo genere – che visse il suo periodo di massimo splendore nella seconda metà degli anni ’90 – lo si deve in parte anche al gruppo svedese, autore tre anni fa di un bel disco come “Turning Season Within”. Oggi i Draconian tornano sul mercato con “A Rose For The Apocalypse”, ancora una volta sotto la supervisione dell’ormai noto produttore Jens Bogren, e ci propongono dieci nuove canzoni all’insegna di un gothic metal pomposo e ricco di sfumature, che ancora una volta sembra voler cercare un compromesso fra la scena norvegese di una quindicina di anni fa e quella più propriamente doom-death di mostri sacri quali My Dying Bride e primi Paradise Lost e Katatonia. L’avvolgente lavoro di tastiere, le orchestrazioni e la voce di Lisa Johansson si sposano infatti con un riffing duro e con pattern ritmici che non disdegnano affatto sostenute aperture in doppia cassa. A guidare i brani, inoltre, vi è costantemente l’aspro growling di Anders Jacobsson, per nulla incline a controllare il suo astio o ad adottare uno stile più ammiccante. Soprattutto nelle prime tre tracce e nell’ottima “Dead World Assembly” i nostri spingono la musica su lidi particolarmente gravi, dando una bella botta a chi magari si stava aspettando un cambio di stile sulla scia di quello messo in atto dai colleghi citati in apertura. Naturalmente, gente come i My Dying Bride rimane su altri livelli, se non altro perchè ai Draconian non sempre riesce di marchiare a fuoco un pezzo con una linea melodica o un break davvero indimenticabile; tuttavia, se in fondo vi piace farvi cullare da arrangiamenti ricercati e dalla piacioneria di certe linee vocali femminili, ma, al tempo stesso, non volete cadere in uno stato comatoso a causa della classica totale assenza di nerbo, “A Rose For The Apocalypse” è il disco che fa per voi. Gli svedesi riescono a ben bilanciare atmosfera e forza bruta, regalandoci un lotto di composizioni più che buono.
