DRACONIAN – Where Lovers Mourn

Pubblicato il 09/10/2003 da
voto
6.0
  • Band: DRACONIAN
  • Durata: 00:52:40
  • Disponibile dal: 20/10/2003
  • Etichetta: Napalm Records
  • Distributore: Audioglobe

Quanto ancora durerà tutto ciò? Bisogna darsi tutti da fare e aiutare la Napalm Records a trovare al più presto i nuovi Tristania, o un gruppo capace di sostituirli (nelle vendite). Ecco allora che la casa austriaca sta mettendo sotto contratto tutti i nuovi gruppi gothic del mondo, nati proprio per ispirazione ai capostipiti norvegesi (Tristania e Theatre Of Tragedy). Evidentemente, se è stata aperta la caccia ai nuovi Tristania, forse è perché lo stesso gruppo non gode più i fasti di un tempo, confinato com’è all’interno del proprio gusto esagerato per il barocco ed il gregoriano. Una speranza potevano essere i Sirenia (in cui militano ex membri degli stessi Tristania, tra cui l’ex chitarrista cantante), ma il nuovo gruppo non può certo competere con la freschezza di un album epocale come “Widow’s Weeds”: si è così rivelato un gruppo nato già vecchio, nulla più che una fotocopia. Spazio alle nuove leve, dunque…ma quanta fatica, la ricerca è ardua e per certi aspetti discutibile: i Tristania ci sono già, perché cercarne i cloni? Chiedere alla Napalm per chiarimenti in proposito. Dicevamo della ricerca spasmodica tra l’underground gothic metal che sta emergendo grazie all’opera caritatevole della Napalm Records che lo riporta alla luce a più non posso: bisognerebbe arrestare questo flusso, però, prima di essere invasi da mille gruppi gothic metal discreti, ma nulla più. E’ questo il caso dei debuttanti Draconian, autori di un gothic metal soft e dalla scarsa presa che confermano tutti i dubbi sull’azione della casa austriaca. Che il gothic metal non goda da tempo di una ventata d’aria fresca ormai lo sanno tutti, e i Draconian sono l’ago di questa bilancia. Solito gothic metal con tutti i crismi per essere un album gothic come si deve, a metà strada tra il sognante ed il fare musica pesante, i Draconian si perdono, sbiadiscono con il passare dei minuti. La ‘solita’ voce femminile non incanta seppur la sua prestazione sia qualitativamente impeccabile. Un album un po’ plastificato, fatto a misura dei nostalgici dei tempi d’oro del gothic; peccato soltanto che qui dei tempi d’oro si presenti solo il ricordo. I Draconian sono molto riflessivi e sguazzano nelle tranquille atmosfere tinte di vana malinconia, senza riuscire ad essere però struggenti come impone il copione. Un album del tutto mediocre e, considerato che si tratta di un debut, sarà difficile vedere una scalata del gruppo nei prossimi tempi. Unica nota di colore il brano acustico “Ukheronsin”, un piccolo raggio di luce nel profondo di una cripta. Il ‘solito’ cd gothic né brutto né imperdibile, una decadente mediocrità che non giova a nessuno. Ripetiamolo per l’ennesima volta (come i Draconian suggeriscono tutto il tempo con la loro musica): A.A.A., cercasi nuovi Tristania disperatamente.

TRACKLIST

  1. The Cry Of Silence
  2. Silent Winter
  3. A Slumber Did My Spirit Sent
  4. The Solitude
  5. Reversio Ad Seccesum
  6. The Amaranth
  7. Akherousin
  8. It Grieves My Heart
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