DRAGGED INTO SUNLIGHT – Hatred For Mankind

Pubblicato il 06/11/2010 da
voto
8.0
  • Band: DRAGGED INTO SUNLIGHT
  • Durata: 00:51:37
  • Disponibile dal: /10/2010
  • Etichetta:
  • Prosthetic Records
  • Distributore: Audioglobe
Streaming non ancora disponibile.

Per la Prosthetic Records, i Dragged Into Sunlight sono la prossima “big thing” che dalla Gran Bretagna sbarcherà in tutto il mondo e, forse non a caso, la stampa locale è già impazzita per “Hatred For Mankind”, il loro esordio sulla lunga distanza (pubblicato originariamente in tiratura limitata dalla microscopica Mordgrimm Records). In effetti, questo misterioso gruppo di Liverpool ha confezionato un disco di sludge/death-doom davvero avvolgente, che non mancherà di piacere a coloro che stravedono per cadenze pachidermiche e chitarre ultra sature, ma anche ai tanti fan del metal estremo più crudo e negativo. Le atmosfere dei Dragged Into Sunlight sono infatti accomunabili sia a quelle di un gruppo come gli Eyehategod sia a quelle di un Celtic Frost/Tryptikon o di un Anaal Nathrakh. Il riffing di chitarra, poi, a tratti si colora persino di accenti propriamente old school death metal, lasciandosi andare a inarrestabili cavalcate di pura ignoranza groovy.
A rendere il tutto ancora più efficace è una produzione enorme, fisica, quasi soffocante, capace di restituire ogni elemento con una concretezza impressionante senza sterilizzare la violenza del gruppo. Le chitarre hanno un peso considerevole, il basso contribuisce a rendere l’impasto ancora più denso, mentre la batteria conserva un’impronta sorprendentemente cruda, lontana da quella chirurgia ipercompressa che spesso finisce per rendere intercambiabili le produzioni del metal estremo contemporaneo. È un suono sporco nel senso migliore del termine, organico e al tempo stesso gigantesco, nel quale sembra quasi possibile percepire l’aria muoversi attorno agli strumenti. Soprattutto, non è facile inquadrarlo con precisione: ogni riferimento viene immediatamente deformato e risputato fuori in una forma più ostile, contribuendo a creare un’identità che sfugge alle categorie senza perdere incisività.
Di traccia in traccia, la band varia le dosi dei suddetti elementi, affidandosi ora a un incedere lentissimo, ora a malvage tempeste di blast-beat o doppia cassa. La formula dunque cambia, tuttavia l’efficacia e la solidità del materiale rimangono su livelli decisamente importanti. Non manca qualche rarefazione, ad alleggerire un po’ l’atmosfera altamente negativa del lavoro, ma le influenze black metal di una “Lashed To The Grinder And Stoned to Death” confermano l’impegno profuso dai nostri nella ricerca di un sound quanto più efferato e malvagio possibile. Ed è proprio questa imprevedibilità controllata a rendere l’ascolto avvincente: “Hatred For Mankind” non procede secondo coordinate rassicuranti e non concede facili appigli, ma riesce comunque a mantenere una tensione costante, anche quando rallenta fino quasi a sprofondare.
Nel complesso, un disco perciò molto convincente, la cui unica vera pecca è forse una durata tutto sommato eccessiva, che finisce per appesantire alcuni brani e anche, in seconda battuta, il lavoro nel suo insieme. L’importante però è aver dimostrato già all’esordio di avere uno stile personale e idee chiare su come muoversi. In un panorama estremo nel quale la ricerca dell’impatto rischia spesso di tradursi in formule già ampiamente digerite, i Dragged Into Sunlight riescono invece a costruire un suono ostile, poco inquadrabile e proprio per questo difficile da dimenticare. Band da seguire.

TRACKLIST

  1. Boiled Angel / Buried With Leeches
  2. Volcanic Birth
  3. To Hieron
  4. Lashed to the Grinder and Stoned to Death
  5. I, Aurora
  6. Totem of Skulls
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