DRAGONFORCE – Reaching Into Infinity

Pubblicato il 22/05/2017 da
voto
6.0
  • Band: DRAGONFORCE
  • Durata: 01:00:46
  • Disponibile dal: 19/05/2017
  • Etichetta: earMusic
  • Distributore: Edel

I Dragonforce sono i Dragonforce: dietro questa frase ovvia e apparentemente banale, si nasconde una verità inconfutabile. La popolarità della band è in continua ascesa in tutto il mondo e allora ecco che questo nuovo “Reaching Into Infinity” sostanzialmente ripropone quella che è stata la chiave del successo per Sam Totman e compagni. Sì, insomma, perchè se i Dragonforce si sono finora identificati in un determinato stile musicale, raccogliendo consensi in termini di pubblico ai concerti e di vendite, si comprende come dal loro punto di vista non ci sia ragione per discostarsi da questa formula. Da questo “Reaching Into Infinity” cosa aspettarsi, dunque, se non quello che i Dragonforce hanno sempre fatto? Inutile cercare originalità o innovazioni o sperimentazioni in questo loro nuovo disco: quello che ritroviamo è un classicissimo power metal e poco importa che loro amino definirlo ‘extreme’; di certo, infatti, non va inteso tale aggettivo con riferimento alla pesantezza delle sonorità, quanto all’esasperazione della velocità esecutiva. La tracklist del disco non va ovviamente a smentire tale assunto e allora praticamente tutte le tracce puntano su ritmiche molto serrate, con tantissime battute (possibilmente alla ricerca di nuovi record in tal senso), riff e assoli velocissimi, sulle quali s’inseriscono i cori ed il cantato dolce e melodico di Marc Hudson. Insomma, uno stile pesantemente debitore nei confronti di Helloween, Stratovarius ed Hammerfall, rispetto ai quali i Dragonforce non si preoccupano minimamente di proporre nulla di nuovo, che non sia già stato fatto. Siamo sinceri, se oggi un gruppo qualunque proponesse un disco del genere, molto probabilmente la nostra valutazione sarebbe negativa. Ma per i Dragonforce è diverso, perchè loro vivono di questo, sono diventati innegabilmente un gruppo importante con questo stile e così continueranno finchè i numeri saranno dalla loro parte. Semmai, siamo portati, piuttosto, a stigmatizzare quelle band che, in misura sempre crescente, provano a scimmiottarli con risultati poi pure di gran lunga inferiori. Tornando al disco, tracce come “Ashes Of The Dawn”, “Curse Of Darkness” e “Silence”, sono abbastanza rappresentative di quello che si può ascoltare nell’album. Qualche timido tentativo di variare un po’ si può riscontrare in canzoni come “Judgment Day” e “Midnight Madness”, dove le sonorità si avvicinano decisamente ad una sorta di pop-punk e in un paio di brani dove Hudson canta in modo un po’ più ‘cattivo’, come avviene in “War!” e “The Edge Of The World”: in particolare, quest’ultima è una traccia parecchio lunga (oltre undici minuti), che non è poi nulla di particolarmente memorabile ma, quanto meno, proprio grazie ad una certa varietà, dimostra lo sforzo apprezzabile di uscire da determinati clichè, proponendo qualche stacco arpeggiato e persino qualche passaggio in growl. Dove invece forse la band va a sforare decisamente è nella cover dei Death, “Evil Dead”: sinceramente abbiamo fatto parecchio fatica a riconoscerla nei primi ascolti e senza dubbio i Dragonforce hanno curato degli arrangiamenti che arriveremmo a definire un tantino azzardati, nel senso che l’hanno un po’ stravolta per trasformarla in una canzone che suoni nel loro tipico stile. Diciamo che, a nostro avviso, un brano del genere, rude, violento, intriso di malignità e sofferenza nella versione originale, perde tutto ciò in questo remake dei Dragonforce, che perciò proprio non ci convince. Un’ultima nota va evidenziata con riguardo alla line-up, dato che è stato mantenuto il carattere internazionale della band e infatti questo è il primo full-length dove compare il ‘nostro’ Gee Anzalone, che comunque suona con i Dragonforce ormai da tre anni. Tirando le somme, come giudicare dunque “Reaching Into Infinity”? Riteniamo che, forse mai come questa volta, assegnare un voto abbia un valore puramente relativo: si tratta infatti di un disco che davvero aggiunge poco o nulla di significativo in ambito power metal, ma che sicuramente incontrerà grande successo tra chi li segue e li apprezza, rappresentando comunque un buon prodotto, ben curato e in grado di portare un’evoluzione (seppure minima) nel loro sound e nel loro stile per cui, volendo essere obiettivi, riteniamo che abbia poco senso schierarsi tra i loro detrattori o, al contrario, tra chi li esalta senza mezze misure. Perchè i Dragonforce sono questi: prendere o lasciare.

TRACKLIST

  1. Reaching Into Infinity
  2. Ashes Of The Dawn
  3. Judgement Day
  4. Astral Empire
  5. Curse Of Darkness
  6. Silence
  7. Midnight Madness
  8. War!
  9. Land Of Shattered Dreams
  10. The Edge Of The World
  11. Our Final Stand
  12. Hatred And Revenge
  13. Evil Dead (Death cover)
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