DRAGONLAND – Holy War

Pubblicato il 28/09/2002 da
voto
6
  • Band: DRAGONLAND
  • Durata:
  • Disponibile dal: //2002
Streaming non ancora disponibile.

Spade, caccia ai poveri draghi, luce e tenebre che si scontrano per la battaglia finale, guerrieri in marcia alla ricerca di nuove scoperte… insomma, siamo nel solito mondo immaginario del power metal. Incredibile come nel regno dell’immobilismo musicale del power metal tutte le critiche perdano in partenza la loro forza. Ci sono generi musicali in cui i gruppi che cercano di sperimentare nuove sonorità vengono duramente criticati, altri invece continuano nel loro trademark e per questo vengono accusati di non evolvere il proprio sound. Nel reame del power metal, invece, le regole che sorreggono tale mondo predicano di ripetere all’infinito la solita musica, le solite linee vocali, le solite cavalcate. Gli svedesi Dragonland (un nome originale… ndA) incarnano alla perfezione lo spirito power metal: essere pacchiani nei testi e copioni nella musica. Ad ogni modo, questo “Holy War” è un buon lavoro e gode pure di un bell’artwork, sebbene l’originalità sia un’invenzione che deve essere ancora scoperta. Il cd si apre con l’ormai inevitabile introduzione strumentale: epica, maestosa, suggestiva, “A Hundred Years Have Passed” ricorda a tratti i momenti più sinfonici dei Bal Sagoth. Si parte poi con l’energica “Majesty Of The Mithril Mountains”… ma che succede? Gli Helloween e Kiske suonano nuovamente insieme?! Gli influssi del gruppo tedesco in queste giovani leve svedesi sono evidentissimi; un paragone, il mio, che tiene pur sempre conto delle debite distanze tra un gruppo che trasformava la musica in arte e dei bravi ‘falsari’. La produzione dell’album è valida, i volumi dei vari strumenti sono miscelati a dovere. Un plauso va al bravo cantante (e batterista!) capace di tessere buone melodie sulla base chitarristica poco originale, ma efficace quanto basta. Buoni pure alcuni inserti di tastiere che donano quel tocco fantasy-epico indispensabile oramai al genere dopo l’avvento del ciclone Rhapsody. Nuovi echi di Bal Sagoth sono udibili in “Through Elven Woods And Dwarven Mines”, di certo uno dei migliori capitoli di questa saga. Interessante anche “Calm Before Storm” che inizia con un valido arpeggio acustico di chitarre, per poi rimanere su tempi lenti e coinvolgenti addolciti da inserti di synth. La coppia di chitarristi Mork-Magnusson mostra il meglio in alcuni assoli passionali intrecciati e di grande pathos. La prima metà del cd è davvero notevole poi, purtroppo, il livello compositivo scade in modo abbastanza evidente, mostrando le pecche di un songwriting per nulla originale che può reggersi in piedi soltanto finché è dotato di grande ispirazione. Un cd che merita l’attenzione dei soli ‘defender’ del power metal, quelli che vogliono sentirsi cantare sempre la solita storia fantasy.

TRACKLIST

  1. A Hundred Years Have Passed
  2. Majesty Of The Mithril Mountains
  3. Through Elven Woods And Dwarven Mines
  4. Holy War
  5. Calm Before The Storm
  6. The Return To The Ivory Plains
  7. Forever Walking Alone
  8. Blazing Hate
  9. A Thousand Points Of Light
  10. One With All
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