DRAGONY – Viribus Unitis

Pubblicato il 06/01/2021 da
voto
7.0
  • Band: DRAGONY
  • Durata: 00:50:00
  • Disponibile dal: 15/01/2021
  • Etichetta:
  • Napalm Records
  • Distributore: Audioglobe

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Ormai sono molti i gruppi metal che cercano ispirazione dalla storia e ancor di più sono quelli che ci permettono di scoprire fatti meno conosciuti, leggende e miti del territorio di appartenenza. Con il loro quarto album, i Dragony ci portano a scoprire l’Impero Austro-Ungarico e le figure più iconiche di quel periodo: l’imperatore Franz Joseph I (che con il suo motto “Viribus Unitis” dà il titolo all’album) e l’imperatrice Elisabeth (Sissi). Ma in questo concept la verità si mescola alla fantasia, dando seguito alle vicende dell’erede al trono Rudolph e ai suoi studi sull’occulto, che lo porteranno a resuscitare i propri genitori morti – chi prima chi durante la prima guerra mondiale – sottoforma di zombie e cyborg. Se a questo aggiungiamo che nel corso delle tracce troviamo anche Nikola Tesla e il mago Houdini, si capisce di essere di fronte ad un grande calderone dove è stato buttato dentro tutto quello che passava dalle parti dell’Austria nei primi del ‘900.
Con le note della intro di Strauss e del bel Danubio blu, inizia l’ascolto e ci accorgiamo subito di come i paladini del power metal austriaco abbiano dato gran spolvero alle orchestrazioni e ai cori, che per tutte le tracce saranno di compagnia a qualsiasi strofa, rendendo molto operistica la riuscita di brani anche meno incisivi, come per esempio “Darkness Within”. Peccato per alcuni suoni troppo scontati, dalle marcette stile militare, che però non arrivano alla potenza dei Sabaton, alle fanfare uscite direttamente dal sintetizzatore. Dietro le tastiere è comunque molto importante la presenza di Manuel Hartleb, dato che uno dei punti di forza è proprio quello delle atmosfere di contorno. Infatti i brani possono essere presi uno alla volta e resi come perfetti singoli, con la batteria di Frederic Brünner che scandisce la regolarità dell’incedere, il basso di Herbert Glos che lo segue in secondo piano e le due chitarre di Andreas Poppernitsch e di Simon Saito che si danno da fare per farci cavalcare in tutta la polveriera che erano i territori austro-ungarici tra la fine dell’800 e lo scoppio del primo conflitto mondiale. Canzoni come “Gods Of War” e “Magic” sono molto dirette, senza tanti sottotesti e lineari nello svolgimento (intro-strofa-ritornello-assolo). A tutto il pomposo palcoscenico manca però la voce che spadroneggia, dato che Siegfried Samer è un ottimo accompagnatore ma non un protagonista, senza alcun acuto o passaggio più complesso. Lascia una strana sensazione la chiusura con la cover di “Haben Sie Wien schon bei Nacht geseh’n” del cantante Rainhard Fendrich, motivo di orgoglio in Austria ma avulso dal concept appena ascoltato, che scorre via senza aggiungere niente dei Dragony alla versione originale.
Agli appassionati del power metal sinfonico questo “Viribus Unitis” lascerà buone impressioni, per la coralità nella sua interezza e per le continue strofe cantate in crescendo, che esaltano anche in previsione di un futuro tour dove urlarle a più non posso.

TRACKLIST

  1. On the Blue Danube
  2. Gods of War
  3. Love You to Death
  4. Magic
  5. Darkness Within
  6. A.E.I.O.U.
  7. Viribus Unitis
  8. Golden Dawn
  9. Made of Metal (Cyberpunk Joseph)
  10. Battle Royale
  11. Legends Never Die
  12. Haben Sie Wien schon bei Nacht geseh'n
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