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- Band: DRAKKAR
- Durata:
- Disponibile dal: //2002
- Etichetta:
- Dragonheart
- Distributore: Audioglobe
Prova del nove per i milanesi Drakkar, oggi giunti con “Razorblade God” alla lloro terza prova discografica. Con una line up stravolta per quanto riguarda ben tre quinti (il chitarrista Dario Beretta ed il drummer Christian Fiorani sono gli unici superstiti) i Drakkar tornano con quello che, almeno per chi scrive, rappresenta il miglior prodotto della loro carriera. Naturalmente il sound del five pieces rimane ancorato al power metal di stampo teutonico, eppure notiamo una serie di interessanti evoluzioni: al sound melodico vengono affiancati granitici riffs di chiara matrice thrash che conferiscono ai mid e upper tempos presenti grande potenza e rocciosità. La veloce opener, nonchè title track, rappresenta il momento topico dell’intero album, le strofe creano una buona dose di tensione che esplode in un ritornello epico veramente azzeccato, dove spicca l’ugola del nuovo acquisto Davide Dell’Orto. Il giovane singer ha infatti una voce ruvida e aggressiva, ma abbastanza tecnica da dimostrare una buona versatilità in brani di diversa fattura, come “Inferno”, mid tempo “thrasheggiante” in cui troviamo addirittura l’uso di un organo Hammond! Peccato purtroppo che la seconda parte del disco cali di intensità, gli ultimi pezzi non mi hanno convinto tanto quanto i brani iniziali, inoltre a mio avviso una maggiore attenzione negli arrangiamenti dei cori avrebbe non poco giovato ai pezzi più carichi ed epici. A completare “Razorblade God” troviamo una traccia multimediale che contiene il video della power-song “To The Future”. Tale clip ovviamente per motivi di budget non presenta effetti speciali alla George Lucas, nonostante sia un prodotto genuino e più che dignitoso. Come detto in precendenza “Razorblade God” è sicuramente la miglior prova in studio dei Drakkar, e mostra come Dario Beretta e compagni abbiamo saputo (e sappiano tuttora) maturare disco dopo disco. Procedendo di questo passo, sono sicuro che il prossimo album della band possa davvero rappresentare la consacrazione in ambito italiano. Aspetto con ansia.
