DRAKKAR – When Lightning Strikes

Pubblicato il 14/01/2012 da
voto
6.5
  • Band: DRAKKAR
  • Durata: 00:51:27
  • Disponibile dal: 16/01/2012
  • Etichetta: My Kingdom Music
  • Distributore: Audioglobe

“When Lightning Strikes”è il come back discografico dei Drakkar, uscito ben 10 anni dopo il loro ultimo loro capitolo, “Razorblade God” del 2002, disco che aveva visto l’inserimento dell’allora nuovo cantante Davide Dell’Orto, qui ancora presente. Un ritorno che, come vedremo, apporta alcune modifiche nel sound dei Nostri, modifiche che, anche se necessarie per tenersi al passo con i tempi, per certi versi ci lasciano anche un pò malinconici.  Il punto è che chi, come il sottoscritto, muoveva i suoi primi passi nel metal da giovane liceale durante i gloriosi anni ’90, ricorderà i Drakkar come uno dei gruppi iniziali, i ‘pionieri’ insieme a Inner Shrine e Domine, della allora neonata Dragonheart Records. Etichetta discografica fiorentina, la Dragonheart rappresentava a quei tempi il tentativo del metal tricolore di proporre band e dischi validi del nostro territorio, ponendosi come una valida fucina di  band impegnate su diverse sonorità derivanti in genere dal metal classico. I Drakkar, formazione dedita ad un power/epic di matrice europea, erano appunto uno dei primi prodotti di questa etichetta e, come tali, almeno per il sottoscritto, rappresentavano un vigoroso tentativo italico di sfondare su sonorità che a quei tempi, sul finire dei ’90, andavano molto fuori confine. La loro iniziale ruvidità nel riffing o nella composizione, la voce sgraziata dell’ex cantante Cappellani, il drumming forse non perfetto ma forsennato di Fiorani… erano tutti elementi distintivi di una band che si poneva al pubblico con la baldanza e l’arroganza dei guerrieri norreni che capeggiavano sulle loro copertine, tradendo un approccio molto istintivo ma anche molto ‘true’. Già però con “Razorblade God” e la sua svolta (anche a livello di package) verso lidi più modernisti ed, in generale, più complessi si poteva presumere qualche cambiamento, ma poi seguì il decennale silenzio. In questo inizio 2012 i Drakkar si ripresentano a noi riproponendo un vichingo sulla cover del disco e recuperando le atmosfere epiche degli esordi, ma accantonando una volta per tutti la giovanile istintività che rendeva un lavoro tutto sommato non scevro di difetti come il debutto “Quest For Glory” un piccolo tesoro per molti giovani metallari italici. Il punto è che a risentirli adesso, noi che nel 2000 compravamo i lori dischi, ci sentiamo un po’ vecchiotti! Il tempo è passato impietoso, e questo si nota pesantemente soprattutto nel songwriting di Dario ‘Darian’ Beretta, compositore della band. Gli inni epici alla “Walls Of Olathoe” sono rimpiazzati da “Armageddon Machine” e dai suoi eleganti cori power,  e canzoni dirette e semplicistiche come “Under The Armor” lasciano il posto a più ragionate (e meglio scritte) composizioni come la bella “Revenge Is Done”. La voce di Dell’Orto risulta migliorata rispetto a dieci anni fa e le canzoni funzionano meglio in virtù del buon accostamento tra melodia, potenza e buona produzione; ma mostrano inevitabilmente il peso di dieci anni di musica trascorsa, a causa di un suono ed di un approccio che ancorano solidamente questo “When Lightning Strikes” al presente secondo decennio del ventunesimo secolo. Forse sbagliamo noi ad aver sperato in un più scarno prodotto old style, soprattutto valutando quanto la band sia in effetti migliorata sotto quasi tutti gli aspetti, ma il ricordo di acerbi inni come “Follow The Prophet” rimarrà sempre inciso nel cuore di qualche vecchio defender degli anni Novanta. Ora ci troviamo davanti ad un buon prodotto di power melodico ad opera di una band in grado di dire la sua e di comporre altri dischi in futuro, e ci rendiamo infine conto che è effettivamente giunto il tempo di voltare pagina. I Drakkar lo hanno capito e “When Lightning Strikes” è il risultato dei loro sforzi nel tentativo di restare al passo con i tempi, dettati da una scena che in dieci anni di cambiamenti ne ha visti tanti. La cosa più onesta da parte nostra e degli altri nostalgici è dare il bentornato ai Drakkar ed ascoltarci questo buon prodotto di metal nostrano, tenendo il CD di “Quest For Glory” per i giorni di ricordi, e, infine, fare un plauso a Beretta e compagni per aver rotto il silenzio dopo dieci anni, un periodo durante il quale molte band avrebbero perduto del tutto interesse nella musica.

TRACKLIST

  1. Hyperspace – The Arrival
  2. Day Of The Gods
  3. The Armageddon Machine
  4. In The Belly Of The Beast
  5. Revenge Is Done
  6. When Lightning Strikes
  7. Winter Soldiers
  8. Salvation
  9. At The Flaming Shores Of Heaven
  10. We Ride
  11. The Awakening
  12. My Endless Flight
  13. Aftermath – The Departure
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