DREAM CHILD – Until Death Do We Meet Again

Pubblicato il 22/09/2018 da
voto
6.5
  • Band: DREAM CHILD
  • Durata: 01:10:48
  • Disponibile dal: 14/09/2018
  • Etichetta: Frontiers
  • Distributore:

Cosa succede quando un manipolo di collaboratori di Ronnie James Dio guidati da Craig Goldy decide di scrivere un album, mettendo alla voce un imitatore di Ronnie stesso? Semplice, il risultato è un nuovo album di Dio, senza Dio.
Il progetto Dream Child nasce quasi per caso in una chiacchierata tra Goldy e Serafino Perugino della Frontiers Records: Goldy stava esprimendo un certo rammarico per la perdita di quel sound che aveva fatto grandi i Rainbow e i Dio stessi e, da lì, è nata l’idea di provare a riportarlo in auge. Oltre a Craig, dunque, troviamo Simon Wright alla batteria, Wayne Findlay (ex-MSG) alle tastiere e alla seconda chitarra, e quella vecchia volpe di Rudy Sarzo al basso. Completa il quadro il cantante Diego Valdez, dotato di uno stile ed un’ugola molto simile a quella di Ronnie.
Le composizioni, neanche a dirlo, sono un concentrato di quello che avremmo potuto ascoltare se la carriera solista del cantante non si fosse interrotta tragicamente dopo l’ultimo “Master Of The Moon”. Le dodici composizioni, gli arrangiamenti, le atmosfere: tutto sembra ruotare attorno ad un unico grande assente, il più importante di tutti.
Ovviamente lasciamo a voi decidere se questa premessa sia sufficiente per apprezzare il lavoro dei Dream Child, dal canto nostro ci riserviamo un paio di considerazioni. La prima è che, tutto sommato, la scrittura di “Until Death Do We Meet Again” è buona ma ben lontana dall’essere indimenticabile. Per intenderci, siamo più vicini al songwriting del già citato “Master Of The Moon” piuttosto che a quello di capolavori come “Holy Diver”, “Dream Evil”, o anche solo “Magica”. Le canzoni sono ben suonate, arrangiate con mestiere, energiche, ma anche un po’ anonime, e la durata monolitica di settantuno minuti rende ulteriormente indigesta la fruizione.
L’altro appunto, invece, è proprio sulla scelta di optare per uno stile così ‘imitativo’: capiamo perfettamente la volontà di mantenere vivo il ricordo di Ronnie, raccogliendone l’eredità e continuando a portare avanti il suo discorso musicale, ma vorremmo che questo fosse fatto con personalità, e non come semplice copia sbiadita dell’originale. Da questo punto di vista, probabilmente, la scelta di un cantante diverso avrebbe potuto dare un taglio diverso all’album, pur mantenendo quelle coordinate sonore tanto care a Goldy.
A questo punto l’ago della bilancia, come sempre, è il proprio gusto e la propria sensibilità: se il taglio stilistico scelto dai Dream Child vi sembra interessante, difficilmente sarete delusi, pur senza gridare al miracolo. In caso contrario, Ronnie ci ha lasciato in eredità una discografia vasta e piena di capolavori, che manterrà viva la sua memoria e la sua incredibile voce per sempre.

TRACKLIST

  1. Under The Wire
  2. You Can’t Take Me Down
  3. Game Of Shadows
  4. It Is What It Is
  5. Playin’ With Fire
  6. Light Of The Dark
  7. Midnight Song
  8. Until Death Do We Meet Again
  9. Washed Upon The Shore
  10. In A World So Cold
  11. Weird World
  12. One Step Beyond The Grave
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.