10.0
- Band: DREAM THEATER
- Durata: 01:15:01
- Disponibile dal: 04/10/1994
- Etichetta:
- Atlantic Records
“Awake” è il terzo album in studio dei Dream Theater, un po’ la prova del fuoco per la band americana, sia perché il terzo disco, tradizionalmente, è una tappa fondamentale per la carriera di un gruppo, sia perché questa doveva dimostrare di essere in grado di realizzare un degno seguito all’eccellente “Images And Words”.
Alla luce dei fatti, possiamo dire che con “Awake” i Dream Theater non hanno minimamente deluso le aspettative, sfornando ancora una volta un grandissimo capolavoro.
Lo stile dell’album è abbastanza compatto e i brani sono tra di loro meglio amalgamati rispetto al loro precedente lavoro, con un sound che nel complesso è decisamente più heavy – senza però che venga meno il loro innato gusto per la melodia – con un sapore leggermente più oscuro e malinconico. I brani trascendono dalla classica forma-canzone, assumendo una struttura aperta, sempre in progressione, che dà quasi l’impressione di trovarsi di fronte ad un concept album (pur non essendolo).
Inutile sottolineare come il disco rappresenti uno dei pilastri del metal progressive e sia magistralmente suonato: ogni musicista è praticamente uno dei migliori al mondo nel proprio ambito, ma allo stesso tempo l’alchimia di gruppo è totale e perfetta, frutto evidentemente di un continuo e assiduo lavoro per arrivare a questo livello.
Qui, però, forse ancora più che in “Images And Words”, la padronanza degli strumenti diventa il mezzo per trasmettere sentimenti ed emozioni: non è difficile, dopo l’ascolto di quest’album, sentirsi coinvolti da una congerie di sensazioni, quali rabbia, angoscia, gioia, tristezza, paura, confusione, speranza, che sottilmente s’impadroniscono dell’ascoltatore, penetrando nei suoi più reconditi pensieri.
La tracklist procede con pezzi che hanno fatto ormai scuola: l’ipnotica “6:00” parte subito potente, ultratecnica e progressiva, ma sono ancor più i brani successivi a tracciare le coordinate stilistiche, inserendo nei refrain anche una componente melodica, che ha avuto nella musica dei Dream Theater sempre un ruolo importante. Così “Caught In A Web” parte con la ritmica dirompente e le tastiere in evidenza, per poi virare su riff duri fino alle annunciate aperture melodiche, ancora più presenti su “Innocence Faded”, traccia più ariosa, dove LaBrie tocca vette altissime e con un bellissimo testo.
Rappresentano invece un’ideale trilogia, dal titolo “A Mind Beside Itself”, la strumentale “Erotomania”, molto tecnica ma anche oscura e angosciante, seguita da “Voices”, anche questa ipnotica e cangiante, ma con belle aperture melodiche, per finire con “The Silent Man” una delicata ballad. Si torna su sonorità decisamente più dure con “The Mirror”, dove comunque sono molto caratterizzanti le tastiere di Kevin Moore e con “Lie”, brano forse leggermente pià diretto e aggressivo, non a caso scelto come singolo.
“Lifting Shadows Off A Dream”, il cui testo è stato scritto da Myung, conferma la sua bravura anche in veste di liricista, ma è soprattutto quasi unica nella sua capacità di creare atmosfere avvolgenti.
“Scarred”, nei suoi undici minuti di durata, è praticamente un inno al prog metal, con una serie di variazioni tematiche che portano ad alzare o abbassare i ritmi, a indurire i suoni o a creare suadenti atmosfere, creando un viaggio sonoro intenso e affascinante. In chiusura, “Space Dye-Vest”, malinconica e nostalgica, eseguita perlopiù con voce e piano, è di fatto il testamento musicale di Kevin Moore, che già da tempo aveva annunciato di volersi congedare dalla band al termine delle registrazioni per intraprendere una carriera solista (addirittura non compare neanche sul video di “Lie”, dove possono vedersi solo gli altri quattro membri della band rimasti).
Questa costituisce in realtà la vera e propria nota dolente di quest’album: l’addio del talentuoso tastierista, che fino ad allora era stato fondamentale per la crescita, lo stile ed il songwriting della band, sancisce la fine di questa straordinaria formazione dei Dream Theater che, pur con qualche incertezza iniziale, riusciranno comunque ad andare avanti.
https://youtu.be/VD7OdyY1js4?si=eb2r0imUaV6X00fr
