DREAM THEATER – TRAIN OF THOUGHT

Pubblicato il 10/11/2003 da
voto
4.5
  • Band: DREAM THEATER
  • Durata:
  • Disponibile dal: 09/11/2003
  • Etichetta: Elektra Records
  • Distributore:

Parlare dei Dream Theater come di una band innovativa, oggi come oggi, equivale a dirla davvero grossa. Da diversi anni, e precisamente dall’abbandono di Kevin Moore in poi, l’oliato meccanismo dell’act statunitense ha mostrato progressivi segni di cedimento, abilmente mascherati facendo ricorso ai più ingegnosi artifici.
Dal coinvolgimento di Desmond Child in “Falling Into Infinity” al ritorno sui propri passi del concept “Scenes From A Memory”, dagli abiti sgargianti di Derek Sherinian alle incertezze compositive del recente “Six Degrees Of Inner Turbulence”, ogni elemento possibile è stato gettato nella mischia pur di apparire innovativi, riferimento assoluto e band cardine del metal progressive. Peccato che a Portnoy e soci sia sfuggito completamente il significato dell’accezione prog, che dagli albori del genere indica quell’attitudine mentale/compositiva che guida l’artista ad esprimersi tramite forme espressive inedite e aliene dai consueti cliché stilistici. Esattamente ciò che “Train Of Thought” incarna, risultando, nella sua prevedibilità, il punto più basso toccato dai cinque virtuosi nell’arco della propria carriera.
Esaminato in modo sommario, il nuovo lavoro sembrerebbe rispondere a tutti i requisiti di qualità indispensabili per la gioia dei fan: sette brani dalla durata media elevata, immagini volte al concettuale, testi profondi (i non troppo mascherati richiami alla tragedia americana delle Torri Gemelle) e l’immancabile, strabordante tecnica esecutiva. Eleganza formale che maschera abilmente la mediocrità della sostanza, che parla di una totale mancanza di ispirazione. Rispetto alle precedenti sortite discografiche, la nuova fatica da studio offre la fastidiosa sensazione di un lavoro di routine, ancorato/incentrato ancora una volta sui duelli strumentali e gli unisoni guitar/keyboard, relegando la ricerca espressiva in un angolino buio, lì dove le linee melodiche dei cantati (vero tallone d’Achille del lavoro) risultano anonime e senza mordente, spesso slegate rispetto al contesto sonoro di riferimento.
L’effetto déjà vu regna sovrano ovunque, fra strutture e su progressioni armoniche già riscontrabili nella discografia dei DT, dai fraseggi di stampo orientale (vera costante di “Train Of Thought”) alle poliritmie ed ai passaggi in levare di Portnoy, dai refrain corali usati a mo’ di break, alle vocals filtrate ed alle ritmiche panteriane. La voglia di aggiornare il proprio sound trova dei canali espressivi alquanto bizzarri: l’incedere sabbathiano, a colpi di feedback, dell’opener “As I Am”; l’articolazione dei riff di “Honor Thy Father”, che specula sulle ben note movenze ritmiche di casa Tool, band che evidentemente deve essere entrata nelle grazie di Petrucci e soci, come evidenziato dalle modulazioni vocali di Labrie nella successiva “This Dying Soul”. Sono questi gli unici spunti innovativi in un disco che ha il suo zenith (ed è tutto dire) nello strumentale “Stream Of Consciousness”, enfatizzato da un’energica progressione discendente e da un finale pirotecnico, anche se, a ben vedere, si tratta di una composizione che nulla aggiunge a quanto i mastermind Petrucci/Portnoy/Rudess avevano già inciso nel side project Liquid Tension Experiment.
“Train Of Thought” è il primo, pesante flop di una band dalle capacità tecnico/compositive fuori dalla norma, in grado di incidere ben altri brani che le spente, riciclate composizioni di questo disco.

Vuoi un parere diverso ? Leggi la recensione di Daniele Barretta

TRACKLIST

  1. As I Am
  2. This Dying Soul
  3. Endless Sacrifice
  4. Honor Thy Father
  5. Vacant
  6. Stream Of Consciousness
  7. In The Name Of God
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.