DRIVE LIKE JEHU – Yank Crime

Pubblicato il 21/02/2021 da
voto
9.0
  • Band: DRIVE LIKE JEHU
  • Durata: 00:53:20
  • Disponibile dal: 12/03/1994
  • Etichetta:
  • Interscope Records

Spotify:

Apple Music:

Figli bastardi dei Jesus Lizard e dei Fugazi, patrocinanti una delle vere e grandi colonne del vero emo, insieme almeno ai mitici Rites Of Spring, i Drive Like Jehu sono davvero una bestia rara. Propriamente figli – legittimi, questa volta! – dei Pitchfork e dei Night Soil, rispettivamente band di Rick Farr e del chitarrista John Reis, la prima, e del batterista Mark Tromino e del bassista Mike Kennedy la seconda, essi rappresentano infatti una delle più pregevoli rappresentazioni della cultura post-hardcore dal cuore punk e dal cervello intellettualoide e particolarmente sviluppato. Quello, insomma, che senza etichette dovute era andato oltre quel machismo tipicamente americano che si rapportava al genere e che conosceva bene la lezione straight-edge. Quelle diramazioni che poi, tutto sommato, hanno dato ulteriori natali ad At The Drive-In, The Dillinger Escape Plan e compagnia; e che son sempre transitate attorno al circuito più puramente metal senza mai immergervisi del tutto, pur andando di pari passo coi compagni più rumorosi. La musica che trascende le barriere non ha genere, dicono in molti. E forse è proprio così.
San Diego, 1991: esce il primo tassello omonimo di un breve ma intenso percorso, destinato ad interrompersi bruscamente nel 1995, senza un vero e proprio scioglimento, per poi trascinarsi nelle varie reunion di turno, purtroppo scevre di quella magia – impossibile da ritrovare – che aveva contraddistinto la breve vita passata oggi a culto. Nel 1994, con “Yank Crime” i dettami più estremi della proposta post-hardcore dei califoniani vengono presi e amplificati di potenza, suono e portata. Partenza a missile con “Here Come The Rome Plows”, ancora oggi un anthem che farebbe la fortuna di tutte le band del genere. Scrivere che a fatica riuscirebbero a partire con altrettanta potenza espressiva vuol dire restare cauti nel definire quello che il secondo disco dei Drive Like Jehu rappresenta. Emblema del percorso math per alcuni definibile ‘intellettualoide’ è ovviamente “Do You Compute”, gemma funambolica con cui i Nostri si presentano al grande pubblico di casa Interscope non fossilizzandosi sul passato, bensì ponendo l’acceleratore su quello che sanno fare bene: casino in tempi dispari.
Il Re d’Israele Jehu rappresenta un percorso furioso, come detto nel Libro dei Re. Il passaggio a major sembra non intaccare minimamente la personalità della band di Reis e l’album è memorabile in ogni suo momento. Anche l’etichetta ‘emo’, che pesa più per cosa è diventato successivamente che per la portata ‘emozionale’ che rappresentava inizialmente, sta comunque scomoda ad una formazione come questa, impegnata a sfornare pezzoni sghembi, liberi e rumorosi come l’epocale “Luau”, pronti a restare alle generazioni che seguono come metro assoluto di grande risultato compositivo. La forma che il punk avrebbe dovuto prendere e che non ha preso, per citare un altro capolavoro dei Refused che ha seguito la scia dei Drive Like Jehu. “Yank Crime” è una sinfonia punk che lascia esterrefatti e compiaciuti, con la pancia piena e la mente sazia, gratificante e capace di protrarsi attraverso le decadi.
I Fugazi e la Dischord Records avevano insegnato bene e la grande annata discografica del 1994 riesce a riempirsi di un’altra gemma, imprescindibile per i musicofili che andranno oltre-il-punk con la vera etichetta ‘post’. “Yank Crime” venne ripubblicato per l’etichetta di Reis, Swami Records, includendo le canzoni del singolo “Hand Over Fist” / “Bullet Train To Vegas” e la versione originale di “Sinews” che era apparsa nella compilation “Head Start In Purgatory”: pezzi che oggi valgono ancora una fortuna.

TRACKLIST

  1. Here Come The Rome Plows
  2. Do You Compute
  3. Golden Brown
  4. Luau
  5. Super Unison
  6. New Intro
  7. New Math
  8. Human Interest
  9. Sinews
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.