DROWN IN BLOOD – Addicted To Murder

Pubblicato il 05/07/2015 da
voto
7.0
  • Band: DROWN IN BLOOD
  • Durata: 00:29:26
  • Disponibile dal: 27/04/2015
  • Etichetta:
  • Earthquake Terror Noise

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Quando si dice badare al sodo: “Addicted To Murder” contiene otto canzoni per meno di mezz’ora di musica, con una sola traccia a superare la soglia dei quattro minuti. Il titolo e la cupa copertina, oltre al logo puntuto sgocciolante sangue, chiariscono i concetti che si andranno ad esprimere: death metal, death metal e, nel caso necessitiate di altro, death metal. I Drown In Blood approdano all’esordio su lunga distanza a tre anni dall’Ep “Blood Feast”, e lo fanno ostentando un amore incondizionato e senza resistenze per il death americano razzolante nel gore. CannibalCorpse, Suffocation e propaggini slam più moderne caratterizzano l’opera prima del gruppo milanese, arrivato all’importante traguardo del full-length con un grado di preparazione soddisfacente una buona dose di consapevolezza nei propri mezzi. Quest’ultimo punto consente al quintetto di evitare esperimenti strani o contorsionismi poco gestibili, e di affidarsi a uno stile basilare ma molto curato. Nelle dinamiche, nei riff e nel loro assemblaggio, nei suoni, si sente la mano di chi ha sviscerato per anni il genere da ascoltatore e musicista (tutta la line-up è formata da personaggi “navigati”, militanti attualmente o in passato in gruppi dell’area milanese quali Ira, Necroshine, Teka Phobia, To Feed Of Flesh), e ora prova a darne una sua visione. Rigorosa, senza dimenticare un tocco personale. Nella sua brevità, “Addicted To Murder” è un disco piuttosto variegato; le parentesi groovy, valorizzate da una registrazione esaltante la pienezza delle chitarre, infetidiscono l’aria senza sfociare nello stucchevole, e si danno il cambio con regolarità a spezzoni di blast-beat e stacchi più quadrati. Tutti espedienti ben noti, qui amalgamati evitando la ripetitività e buttando nel calderone di volta in volta giri chitarristici di rottura. Si tratti di stridori, dissonanze, barlumi di melodia, i Drown In Blood sanno sempre come vivacizzare il loro US death metal. L’album sfodera pure una relativa “leggerezza”, nel senso che l’atmosfera oscenamente orgiastica del brutal death non prende mai il sopravvento, lasciando che si inneschino strappi improvvisi, con assoli di contorno, quando magari ci si aspetterebbe una perpetrazione di ringhiosi mid-tempo. Oppure irrompe uno sciame di frenesia chitarristica, quando ci si sta abituando a un perverso ruminare in slow motion.Ottime le linee di basso, una speziatura pregna di evoluzioni elaborate che avvicinano l’operato del gruppo alla frangia del death canadese di Martyr e Neuraxis: finora l’entrata in gioco da protagonista di tale strumento non indirizza più di tanto l’esito dei singoli pezzi, ma in futuro si potrebbe pensare di dargli maggiore spazio e portarsi verso una direzione stilistica più esasperata tecnicamente. La vivacità dei singoli episodi trae grande giovamento anche dalla doppia natura delle vocals: accanto al growl profondo e “lavandinesco” – molto più elastico nell’interpretazione in confronto alla media del settore – troviamo in contrapposizione uno screaming sibilante, che strazia a un livello più psicologico che fisico, e si incastra bene negli spazi lasciati dalle linee vocali principali. Non porterà a degli entusiasmi dissennati, “Addicted To Murder”, però scorre bene, lo si riascolta volentieri e non vi troviamo seri difetti da segnalare. Quel che si dice un debutto riuscito.

TRACKLIST

  1. Reign of Hypocrisy
  2. Impersonal Living
  3. Purification of Flesh
  4. Walking Dead
  5. Vengance Is Mine
  6. Razor in My Hand
  7. Evil Parasites
  8. Beast in the Cage
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