DROWN – Subaqueous

Pubblicato il 25/02/2020 da
voto
7.5
  • Band: DROWN
  • Durata: 00:41:56
  • Disponibile dal: 28/02/2020
  • Etichetta: Prophecy Productions
  • Distributore: Audioglobe

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I più incalliti appassionati di funeral doom ricorderanno gli Slow, one-man band costituita da Markov Soroka, e il loro disco “Unsleep” di alcuni anni fa: un progetto intrigante diviso in cinque capitoli e terminato poco dopo l’uscita del disco. Il gruppo riprenderà vita brevemente pubblicando su Bandcamp il sesto capitolo di questa ‘saga’, per poi sciogliersi nuovamente. Oggi, con il nome Drown, Markov riprende il discorso esattamente da dove si era interrotto. Ritroviamo le stesse atmosfere oniriche, legate all’oppressione delle profondità abissali, alla solitudine di creature che sembrano uscite dalla penna di Lovecraft; il sound riesce, sia con i suoni di chitarra che con alcuni campionamenti, a rendere perfettamente la sensazione della vastità delle profondità oceaniche, qualcosa di vagamente simile ai primi Ahab sia per una certa vicinanza di sensazioni, sia per lo studiato lavoro sulle sensazioni musicali. Intendiamoci, i mezzi a disposizione sono ben diversi, qua abbiamo poco più di una autoproduzione da parte di una singola persona, mentre su “The Call of the Wretched Sea” avevamo un’intera band e una major (almeno nel panorama metal) alle spalle. Quello dei Drown, poi, è un funeral doom più canonico e votato all’approccio underground, con due soli pezzi di oltre venti minuti a costituire il disco. Si inizia proprio col sesto capitolo, “VI: Mother Cetacean”: il solco seguito è quello della scuola degli Skepticism, con numerosi cambi di tempo e senza disdegnare passaggi anche piuttosto tirati; le melodie sono intense, liquide e ci schiacciano con la pressione abissale, inondandoci i polmoni e conducendoci verso la lenta ed inesorabile implosione. La batteria viene spesso lasciata ‘dietro’, per poi tornare ai livelli delle chitarre, come a rappresentare il movimento tra superficie e fondale. Il pezzo, in realtà, è quello già presentato in formato digitale, che è stato riarrangiato e sfoggia una produzione più definita, col finale angosciante fatto di violino, gorgoglii d’acqua ed un respiro sempre più affaticato che ci conduce alla seconda traccia, “VII: Father Subaqueous”. Qui possiamo notare un leggero cambiamento di stile, forse il motivo per cui la band è stata riportata in vita, ma con un nome diverso. Se genere ed atmosfere non cambiano, si inizia in modo differente con un palm-mute deciso e dalla cadenza midtempo; l’intera composizione sembra più matura ed i suoni più definiti, con un basso che non ha più la funzione quasi unica di drone, ma prende parte – seppur in sottofondo – e lasciando a voce e chitarre il compito di dipanare la storia. Se, nel primo pezzo, il sentimento era di perdita (così come i testi ci raccontano), qui è di distruzione; se la “Mother Cetacean” subiva la perdita del proprio figlio, qua il “Father Subaqueous” è carico di ira e portatore di morte, quasi un dualismo tra femminile e maschile che trova compimento nella maggior aggressività di questo secondo pezzo. Anche i suoni sono più secchi e definiti, dove prima c’era una cupa rassegnazione ora c’è una rabbia disperata, sancita – a metà canzone – dalla ‘riesplosione’ musicale dopo un intermezzo più atmosferico. L’incedere ritmato e vagamente marziale ci colpisce in modo più diretto, mentre i numerosi assoli ci confondono con un’intensità crescente che, improvvisamente, si arresta per condurci ad un finale simile a quello del primo pezzo. “Subaqueous”, visto il genere, è un disco dall’approccio difficile, ma arricchito da un concept originale ed affascinante, qualcosa di simile a “Tectonics” dei francesi P.H.O.B.O.S. ma spogliato della componente drone/industrial; un viaggio claustrofobico e visionario nelle profondità più irraggiungibili, popolate di creature misteriose e solitarie, un lento annegare lasciandoci schiacciare sempre di più dalla pressione, mentre i colori si confondono e la luce sbiadisce in oscurità imperscrutabile.

TRACKLIST

  1. VI: Mother Cetacean
  2. VII: Father Subaqueous
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