voto
7.0
7.0
- Band: DRUDKH
- Durata: 00:41:50
- Disponibile dal: /09/2010
- Etichetta:
- Season Of Mist
- Distributore: Audioglobe
Streaming non ancora disponibile.
È dal 2002 che i Drudkh hanno aperto nell’universo black metal una finestra su mondi sonori più languidi, grazie a dischi pieni di riff ipnotici e arie malinconiche. Ora i nostri tornano a farsi sentire con il loro secondo full-length per Season Of Mist, ad appena un anno dalla pubblicazione del precedente "Microcosmos". Nonostante il ritmo serrato con cui i nostri confezionano nuove opere (ben otto sino a oggi!), "Handful Of Stars" presenta nuovamente la band ucraina in buona forma, anche se magari un po’ lontana dai fasti dei primi dischi. Con questo nuovo platter, i Drudkh provano infatti ad ammorbidire ulteriormente il loro sound, mantenendosi senz’altro lontani da facilonerie, ma scadendo in alcuni tratti in una certa ripetitività che potrebbe forse infastidire gli ascoltatori più esigenti. Intendiamoci, come accennato, i lunghi riff e gli arpeggi ipnotici sono ormai un trademark della formazione, ma in questa circostanza l’utilizzo che ne viene fatto è ancora più corposo del solito, così come sono abbondanti in altre soluzioni chitarristiche dei riferimenti a certo progressive rock e post punk, cosa che a volte potrà suscitare (vaghi) paragoni con l’operato di realtà come Agalloch, Lantlos e Alcest, oltre a quelli con i soliti Burzum e In The Woods. Chi si nutre perciò quasi esclusivamente di black metal in senso stretto, magari troverà queste composizioni un po’ troppo leggerine per i propri gusti. Senza dubbio manca della vera rabbia, ciò nonostante non si sta nemmeno parlando di un sound altamente soave e raffinato come quello dei gruppi succitati: lo screaming è sempre ben presente e graffiante, la sezione ritmica piuttosto incisiva… i Drudkh, insomma, hanno comunque mantenuto una loro identità. Come detto, non ci convincono del tutto alcune dilatazioni portate un po’ all’eccesso, tuttavia, se si è nello stato d’animo giusto, "Handful Of Stars" è comunque un’opera che offre passaggi di grande vigore emotivo, che, per tutti gli amanti del black metal più atmosferico, non esitiamo a definire un ascolto quasi obbligato.
