DUBLIN DEATH PATROL – Death Sentence

Pubblicato il 22/09/2012 da
voto
6.5
  • Band: DUBLIN DEATH PATROL
  • Durata: 00:40:00
  • Disponibile dal: 20/09/2012
  • Etichetta: Mascot Records
  • Distributore: Edel

Arrivano al secondo album i Dublin Death Patrol, band di thrash metal americano famosa per avere in formazione due ugole storiche, Chuck Billy dei Testament e Steve “Retro” Souza, ex Exodus. “Death Sentence”, secondo loro lavoro, consta di dieci canzoni dai suoni spigolosi e ottimamente prodotti, ma consta soprattutto – e come potrebbe essere altrimenti – di prestazioni vocali superiori. La formazione, da sempre molto numerosa, annovera fra gli altri Luckketta dei Tesla alla batteria; poi, fedeli al motto del “tengo famiglia”, i due big hanno reclutato John Souza, fratello di Steve, oltre che Andy ed Eddie Billy, quest’ultimo già nei Vio-lence e fratello di Chuck al pari di Andy. Si occupano su questo lavoro rispettivamente delle parti di basso e delle chitarre. Esaurita la presentazione, veniamo all’album, registrato negli studio dei Testament e quindi dotato di un suono imponente e arioso. L’inizio, affidato alla rapida “Mind Sewn Shut”,  è debordante e tradisce fin da subito un riff roccioso e mai troppo veloce che cattura da subito e sul quale i soli di chitarra si rimbalzano per costruire un ottimo arrangiamento. Non è da meno la seguente “Dehumanize”, up-tempo carico di groove che risulta alla fine un altro dei punti di forza del disco. Non serve sottolineare che Souza e Billy, quello famoso, duettano in parti uguali su ogni canzone per un risultato veramente sopra le righe, che esalta la loro contrapposizione di stili. Non mancano poi sfuriate tipicamente thrash come “Blood Sirens”, rapida e ben congeniata, dove i due cantanti abbozzano anche un coro melodico assieme. In generale comunque, detto ampiamente delle parti vocali, i Dublin Death Patrol scrivono canzoni mai troppo rapide ma molto articolate, preferendo i mid-tempo dal sapore roccioso (“Broken”) e carico di groove (“Welcome To Hell”), tutti copiosamente arrangiati con soli di chitarra. Da notare un leggero scadimento a livello qualitativo della seconda parte dell’album (eccezion fatta per “Death Toll Rising”) e la presenza della cover di “Butcher Baby” dei Plasmatics, pezzo punk che con il suono dei DDP guadagna in impatto e chiude l’album. Release pienamente sufficiente.

TRACKLIST

  1. Mind Sewn Shut
  2. Dehumanize
  3. Blood Sirens
  4. Broken
  5. Welcome to Hell
  6. Conquer and Divide
  7. Death Toll Rising
  8. My Riot
  9. Macabre Candor
  10. Butcher Baby
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