DUIR – Catarsi

Pubblicato il 24/06/2026 da
voto
7.0
  • Band: DUIR
  • Durata: 00:46:31
  • Disponibile dal: 26/06/2026
  • Etichetta:
  • AOP Records

In quella nicchia all’incrocio tra folk plumbeo e black metal atmosferico, là si annidano i Duir, quintetto di Verona che pubblica il proprio secondo lavoro sulla lunga distanza, “Catarsi”, per AOP Records.
La firma con l’etichetta tedesca ci sembra particolarmente azzeccata, perchè, per suoni umbratili, atmosfere boschive e Storia che si fa tormento esistenziale, il bacino in cui i veneti pescano è lo stesso di formazioni come Groza, Ellende, con qualcosa di Saor e Skyforger ad arricchire il sostrato più nero; tutti gruppi con i quali i nostri hanno condiviso molto, dai palchi, a collaborazioni – L.G. degli Ellende compare in “Impeto” – o studi di registrazione (il disco è stato mixato e masterizzato da P.G. dei Groza), e ai quali i Nostri sembrano guardare volentieri in termini di orizzonti ed ispirazione.

I tre quarti d’ora di musica sono acuminati e spietati come la storia che raccontano, quella di un soldato al fronte durante la Prima Guerra Mondiale: l’ambientazione bellica non è nulla di innovativo, ormai, ma i Duir la affrontano mescolando abilmente furiose cavalcate, pattern tiratissimi di batteria, melodie, un ottimo scream tagliente come ghiaccio, raccordi più assorti di chitarre e inserti di flauti, cornamuse e ghironda; questi ultimi, in particolare, hanno un ruolo importante nel restituire a canzoni come “Di Nessuno” o “Oltre L’Alba” la giusta veste drammatica, sofferente, conducendo attraverso il logorante percorso interiore, tra trincee e baionette, ed insieme contribuendo a costruirne l’epicità, questa sì ancora ancorata più alla parte pagan folk del genere (soprattutto per il tipo di strumenti usati).
La sensibilità melodica esce volentieri in superficie nella già citata “Impeto” o nella lunga, iniziale “Manifesto”, tra i momenti migliori del disco perchè capace di alternare le varie anime della band dando a ciascuna il giusto respiro e mantenendo al tempo stesso intatto il piglio ferino, violento e tragico di cui è impegnato tutto il lavoro.
Anche l’utilizzo della lingua italiana nel cantato, per scelta di parole e suoni, è apprezzabile e in tono col resto.

Con il passare degli ascolti, un paio di episodi (“Della Notte” e “Del Giorno”) perdono forse un po’ di smalto mostrando un leggero appannamento, ma in generale il secondo album della formazione veronese risulta un buon lavoro, certamente con alcuni aspetti migliorabili – una certa ripetività tanto nelle parti folk che in quelle melodiche, una sensazione latente di ‘freno a mano’ tirato, soprattutto in termini di verace ispirazione –  ma con una propria dignità che fa comunque camminare a testa alta.
In attesa di saggiare dal vivo la loro tenuta (anche se i colori al neon con cui sono dipinte le vesti, nelle foto promozionali, ci lascia vagamente sconcertati, soprattutto in rapporto al tipo di black metal suonato), siamo convinti che, se sapranno lavorare di cesello e scalpello per asciugare un pochino le canzoni, trovando nel mentre la giusta prospettiva, in termini di personalità, con cui filtrare il genere di appartenenza, i Duir abbiano tutte le carte in regola per diventare un piccolo ‘caso’ entro e oltre il confine.

 

TRACKLIST

  1. Manifesto
  2. Di Nessuno
  3. Impeto
  4. Della Notte
  5. Del Giorno
  6. Oltre l'Alba
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