DUN RINGILL – Library Of Death

Pubblicato il 30/07/2020 da
voto
7.5
  • Band: DUN RINGILL
  • Durata: 00:44:26
  • Disponibile dal: 31/07/2020
  • Etichetta: Argonauta Records
  • Distributore: Goodfellas

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I Dun Ringill sono una band composta da un manipolo di veterani della scena svedese, riunitosi per dare vita ad un interessante album di debutto, “Welcome”, pubblicato lo scorso anno, che ha dimostrato le potenzialità di questa nuova formazione. Il sestetto, infatti, pur gravitando su coordinate ben definite di scuola doom, ha saputo dimostrare già una buona personalità, incorporando nel proprio sound anche una marcata componente folk, andando a dipingere un paesaggio sonoro che doveva tanto ai Cathedral quanto ai Jethro Tull. Curiosi di conoscere il percorso sonoro dei Dun Ringill, ci siamo accostati a “Library Of Death”, trovandovi una band coerente con quanto fatto in passato ma indirizzata verso una ulteriore evoluzione. Se “Welcome”, infatti, riportava l’ascoltatore all’ombrosa umidità di boschi arcani, “Library Of Death” è invece un disco cesellato nella fredda pietra. La scuola doom dei Cathedral si fonde a quella dei Paradise Lost, lasciando meno spazio alle vibrazioni ‘seventies’. Diventano quasi impercettibili i contributi marcatamente folk, con le chitarre acustiche che vengono soppiantate invece da strumenti ad arco, con una predilezione per le note basse di viola e violoncello, o da qualche saltuario contributo ai fiati, a dare un tocco ancora più apocalittico alle composizioni. Apprezzabile la varietà nella scrittura, che si muove tra episodi epici e monlitici, come la titletrack; elegie funebri (“My Funeral Song”), spettrali racconti gotici (“Dance Of The Necromancer”), fino ad arrivare ad una vera e propria bordata metallica come “NBK”, acronimo di ‘Natural Born Killers’, che picchia alla bocca dello stomaco con un trasporto degno degli High On Fire. Un ulteriore passo avanti, quindi, per i Dun Ringill, che si confermano musicisti dotati di esperienza e buon gusto. Se “Library Of Death” con centra l’obbiettivo dell’eccellenza è solo a causa di alcuni episodi meno efficaci, come “Well Of Desire” o alcune sezioni della già citata “My Funeral Song”, che spezzano un po’ troppo l’atmosfera. Quello che possiamo dire con certezza, però, è che i Dun Ringill non hanno deluso le aspettative: se vi eravate persi “Welcome”, questo secondo lavoro in studio è una buona occasione per recuperare e fare la conoscenza di questa promettente realtà scandinava.

TRACKLIST

  1. Raven's Tears
  2. Library Of Death
  3. My Funeral Song
  4. Dance Of The Necromancer
  5. Well Of Desire
  6. NBK
  7. Reverend Of Many Faces
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