DYING FETUS – Wrong One to Fuck With

Pubblicato il 01/07/2017 da
voto
6.0
  • Band: DYING FETUS
  • Durata: 00:53:59
  • Disponibile dal: 23/06/2017
  • Etichetta: Relapse Records
  • Distributore: Audioglobe

Difficile mantenere alto il livello di attenzione del proprio songwriting dopo quasi trent’anni di carriera e la bellezza di otto album composti pressoché in solitaria. Difficile non cadere nella tentazione di riciclare qualche riff per guadagnare tempo prezioso o di premere il tasto ‘pilota automatico’ per raggiungere – sicuri e a velocità di crociera stabile – il porto più vicino. Lo sa bene John Gallagher, da sempre al timone della corazzata Dying Fetus e personaggio-chiave dell’evoluzione in salsa hardcore del death/grind di matrice americana, avendo di fatto gettato le basi per la nascita del movimento death-core e influenzato con il suo stile dinamico e terremotante centinaia di formazioni sparse per il mondo. Una figura verso cui è impossibile non nutrire un misto di rispetto e ammirazione, ma che già da un paio di release (vedasi “Reign Supreme” del 2012) incappa in scivoloni più o meno evidenti che ne compromettono l’operato e ci fanno sorgere qualche dubbio sul detto ‘il buon vino migliora con il tempo’. E a questo proposito, spiace doverlo ammettere, il nuovo “Wrong One to Fuck With” si configura fin dalle prime battute come l’opera più debole mai partorita dalla penna del cantante/chitarrista di Baltimora, risultando appannata sia nei tipici momenti ‘à la Dying Fetus’ che in quelli dove – almeno in teoria – il focus si dovrebbe concentrare su soluzioni atte a svecchiare la formula. Detto che le scelte di produzione, oltremodo fredde e laccate, mal si sposano all’immaginario rivoltoso della band, i brani scelgono fondamentalmente la via del compromesso, tra parentesi che guardano agli insegnamenti di un capolavoro come “Destroy the Opposition” (il finale di “Reveling in the Abyss” è persino scippato dall’incipit di “Praise the Lord”) e fughe chitarristiche dal sapore techno-death di metà anni Duemila, pensate appositamente per esaltare un certo tipo di pubblico di giovanissimi. Il risultato complessivo è giocoforza penalizzato da questi aspetti, e pur raggiungendo la sufficienza grazie all’esperienza messa in campo e a qualche episodio ben assestato (“Weaken the Structure”, la titletrack) non può che avvicinarsi ad una grossa, amara delusione. Forse d’ora in avanti sarà meglio badare alla dimensione live, dove i Nostri – ne siamo certi – continueranno a massacrarci e divertirci come ai bei tempi andati.

TRACKLIST

  1. Fixated on Devastation
  2. Panic Amongst the Herd
  3. Die with Integrity
  4. Reveling in the Abyss
  5. Seething with Disdain
  6. Ideological Subjugation
  7. Weaken the Structure
  8. Fallacy
  9. Unmitigated Detestation
  10. Wrong One to Fuck With
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