DYNAMIC LIGHTS – Shape

Pubblicato il 10/06/2005 da
voto
6.5
  • Band: DYNAMIC LIGHTS
  • Durata: 00:54:49
  • Disponibile dal: 26/04/2005
  • Etichetta: DVS Records
  • Distributore: Frontiers

I Dynamic Lights nascono a Pesaro, nel 1997. Da allora pubblicano un demo, poi un EP, ed infine arrivano al contratto con la olandese DVS, pubblicando il presente “Shape”. L’album si presenta come una summa degli insegnamenti del progressive rock e metal, spaziando in maniera agevole e disinvolta dal prog rock di act come King Crimson, attraverso il prog melodico e raffinato di Fates Warning e Pain Of Salvation, fino ad arrivare al progressive energico e ‘vitaminizzato’ dei celebrissimi Dream Theater. Chi non ami queste sonorità è avvisato fin da subito che troverà ben poco agio nell’ascolto del dischetto, in quanto la caratterizzazione tipicamente progressive dell’album, e la scarsa appetibilità delle linee melodiche per i palati meno raffinati, rende il tutto decisamente di settore. Ed è proprio questo il limite di questo “Shape”, cioè l’indirizzo verso una intransigenza che oggi trova purtroppo ben pochi sbocchi. Ed è un peccato vedere che una canzone come “In The Hands Of A Siren”, col suo incedere crescente e ‘progressivo’, abbia un potere di sorpresa molto basso: parte come una marea in piena che progressivamente si ritira, mostrando lo spettacolo sottostante, fatto di tastiere stupendamente suonate/composte, talvolta vicine all’immenso Jordan Rudess di “Scenes From A Memory”, e di chitarre echeggianti di Pain Of Salvation. Ma il tutto risulta prevedibile o poco più, e a poco serve il free jazz di “Between Two Parallels” ed il progressive energico di “Remembrances” che tanto ci ricorda i sottovalutatissimi Wolverine. Certo, chi ama il progressive come il sottoscritto trova pane per i suoi denti nelle stupende “Density” e “Going To Nowhere”, la prima un suadente e virtuosistico solo di pianoforte, la seconda un energico tributo ai Dream Theater più graffianti. Chi ama i pezzi più strutturati rimarrà ammaliato dall’ultima “The Big Show”, un vero tributo alla musica a trecentosessanta gradi. Tirando le somme, però, possiamo ripetervi quanto già accennato alcune righe sopra: se dobbiamo valutare un album e presentarlo ad un numero eterogeneo di lettori, dobbiamo tenere conto della spendibilità di tale lavoro sul mercato totale. E purtroppo, il buon voto che questo lavoro meriterebbe per gli aficionados va mediato col voto di sufficienza per chi trova questo genere quanto meno noioso. E questo è rivolto anche alla band, che nei prossimi lavori dovrebbe, per chi scrive, concentrarsi di più sulla costruzione di melodie vincenti. Perché oggi il progressive deve essere anche questo.

TRACKLIST

  1. In The Hands Of A Siren
  2. Between Two Parallels
  3. Remembrances
  4. Density
  5. Going To Nowhere
  6. One Thousand Nothing
  7. Connecting
  8. The Big Show
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