6.5
- Band: DYNAZTY
- Durata: 00:42:14
- Disponibile dal: 14/02/2025
- Etichetta:
- Nuclear Blast
Nuovo lavoro anche per i Dynazty, band che – con otto release ormai alle spalle – deve dimostrare di non aver già sparato buona parte del proprio arsenale migliore con i lavori precedenti,
In effetti l’ultimo “Final Advent” del 2022 non aveva convinto del tutto: troppo bombastico, moderno e powereggiante, sembrava aver completato la trasformazione dei Nostri verso quel sound portato alla ribalta dagli Amaranthe.
Saprà quindi questo “Game Of Faces” riportare interesse crescente verso la band scandinava? Se dovessimo basarci sui singoli dati in pasto ai fan prima della release, le sensazioni non sono proprio rosee. In effetti, pezzi come “Call Of The Night” e “Game Of Faces”, che sono anche i brani che aprono il disco, vanno a parare proprio dove ci aspettavamo con effetti futuristici, una produzione che esalta la componente moderna e ritornelli altamente canticchiabili ma anche un po’ banalotti.
E se neppure il terzo appuntamento dell’ascolto, l’altro singolo “Devilry Of Ecstasy”, brilla di originalità, almeno la sua andatura martellante e danzereccia, ricordando i cari Battle Beast, ha un gran bel impatto.
La voce limpida e squillante di Nils Molin è certamente un punto di forza per la band ed il suo range vocale è messo bene in mostra nella brillante power song “Dark Angel”, brano che alterna momenti rilassati a scorribande tutte in doppia cassa, con un ritornello straordinario e finalmente un bell’assolo di chitarra capace di lasciare il segno, dilungandosi almeno un po’.
Ma quella sensazione di già sentito affiora fin troppo qua e là con la decisa “Fire To Fight”, tra le note spensierate ed allegre di “Fortune Favors The Brave” e nel pacchiano midtempo “Mystery”, chiusura della tracklist e probabilmente il punto più basso nella carriera della band; tutti brani che ripropongono soluzioni già ampiamente utilizzate nei dischi precedenti.
Senza inventare assolutamente nulla, è apprezzabile invece l’impatto di “Dream Of Spring”, una power ballad che mostra un forte pathos trasmettendo del sentimento e del calore, spesso assenti invece nei brani in generale freddi e ‘plastificati’ dei Dynazty.
Per chi si appresta ad ascoltare per la prima volta la musica del quintetto svedese, “Game Of Faces” potrebbe sembrare un gran bel disco, possente e luccicante. Ma la ripetitività musicale che riscontriamo continua, release dopo release, a diventare sempre più evidente, frenando l’esaltazione generale che dovrebbe invece accompagnare l’intero ascolto.
