DYSRHYTHMIA – Test Of Submission

Pubblicato il 11/09/2012 da
voto
7.0
  • Band: DYSRHYTHMIA
  • Durata: 00:45:12
  • Disponibile dal: 28/08/2012
  • Etichetta: Profound Lore
  • Distributore:

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Sesto full-length per gli avantgarde prog-metaller Dysrhythmia e sesto centro. La band dell’infaticabile Colin Marston e del mezzo genio Kevin Hufnagel stavolta ha deciso di approdare alla corte della Profound Lore Records, per licenziare il lavoro che è a tutti gli effetti quello della maturità per il trio, il quale ha abbandonato la Relapse Records dopo ben tre full-length. L’approdo presso l’etichetta extreme metal di Chris Bruni non deve però trarre in inganno: non stiamo infatti parlando in alcun modo di alcun “appesantimento” o di una estremizzazione del sound dei Nostri, nè di una qualsivoglia rivoluzione stilistica. Semmai il sodalizio tra la band e l’etichetta canadese appare più che altro come il tentativo, mai celato negli ultimi tempi, da parte di Chris Bruni di voler rivampare il suo roster e allargare gli orizzonti della sua creatura. I Dysrhythmia dunque fanno perfettamente al caso suo, e nel 2012 ci si ripresentano invariati rispetto al passato, e la loro formula, assimilabile ad un certo math rock metallico, fatto di jazz, progressive metal, noise rock e post-rock appare del tutto invariata. Va detto però che questa band (in cui militano membri di Gorguts, Vaura, Krallice, Behold… The Arctopus eccetera) è praticamente una all star-band formata da gente che ha sia le caratteristiche del genio che del virtuoso. Insomma, è impossibile non rimanere basiti di fronte alle bizzarre e complessissime strutture di rumore metallico che il trio di Philadelphia riesce a costruire, sempre in perenne sospensione tra Slint, Don Caballero, Shellac, Zorn, Zappa, Botch, primi The Dillinger Escape Plan e una furia metallica che arriva a lambire da lontano il mondo dei Meshuggah. Essendo strumentale, la musica dei Nostri è come senza confini, e ha tutto lo spazio e il tempo necessario per lasciarsi andare a divagazioni compositive e tecnicismi assurdi, che in prima istanza sembrano non avere nè capo nè coda, ma che col passare dei minuti mostrano una alchimia interna e una preziosità intrinseca che è assolutamente innegabile. Decine di cambi di tempo vengono forzati in spazi ristrettissimi con una naturalezza incredibile; le metriche cambiano nel giro di secondi, e le atmosfere si dilatano e si restringono come una marea priva di alcuna fisica o logica. Passaggi serratissimi di mathcore scorticante implodono in vastissime radure di noise rock sonicyouthiano e folate immense di reverberi ed echi dal retrogusto quasi shoegazy. E’ incredibile assistere a come i tre strumenti nel novanta per cento dei casi fanno cose completamente opposte fra loro, senza però perdersi mai di vista e rimanendo sempre perfettamente stretti mano nella mano, lanciati a velocità supersonica sempre nella medesima direzione, senza mai perdersi o sfilacciarsi nella confusione più totale, cosa che per quanto la proposta è frenetica e rumorosa, sembra essere sempre in agguato a bordo campo. La formula non è facile da descrivere, e appare arduo menzionare un brano piuttosto che un altro, visto che l’intero album è un continuum inarrestabile di mood opposti e fluidificazioni sonore del tutto imprevedibili. Ma la musica dei Dysrhythmia è senz’altro un qualcosa che farà la gioia dei tanti fan del progressive metal più tecnico e virtuosistico, che trovano piacere nel sentire come sia possibile spingere la velocità di esecuzione e performance musicale e compositiva oltre i limiti di ciò che appare umanamente accettabile. Noi, dal canto nostro, e da una posizione più neutrale e pacata, vi diciamo che sì, le composizioni qui contenute, per il carico tecnico mostrato sono sbalorditive, ma che a livello espressivo ed emotivo il lavoro offre poco, sia per la carenza di sfaccettature nel sound e nelle atmosfere, sia per una certa prolissità e ridondanza compositiva che queste esecuzioni mostrano, sempre e comunque tarate col pilota automatico a velocità supersoniche e in una unica direzione di marcia. Lavoro ambivalente, ma certamente anche ambizioso, e frutto comunque – senza se e senza ma – della creatività di gente che la musica non solo la conosce, ma la disseziona fino al livello atomico.

TRACKLIST

  1. In Secrecy
  2. Test of Submission
  3. The Line Always Snaps
  4. Running Towards the End
  5. In the Spirit of Catastrophe
  6. The Madness of Three
  7. Like Chameleons
  8. In Consequence
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