DYSTOPYA – Always Remember Me

Pubblicato il 26/08/2008 da
voto
6.5
  • Band: DYSTOPYA
  • Durata: 00:42:25
  • Disponibile dal: //2007
  • Distributore: Andromeda
Streaming non ancora disponibile

Ispirati dal thrash classico, dall’hardcore ma, a ben sentire, anche dal classic, i Dystopya esordiscono con questo primo full length che potrebbe essere definito complessivamente come thrash moderno melodico. Le principali band di riferimento sono senza dubbio Pantera, Killswitch Engage, Slayer e le creature di Max Cavalera. Si parte con “P.I.L.”, speed thrash metal song velocissima, tutto riff, dove le vocals taglienti di Luca Gherardi sprigionano rabbia in quantità e il chitarrista Ivan Leone si destreggia in tre assoli fulminei. Non si tratta del brano migliore del lotto e nemmeno molto rappresentativo del lavoro ma è comunque un buon biglietto da visita. Uno dei pregi di “Always Remember Me” è che non segue una sola linea stilistica e già con la successiva “Moon’s Crying”, il gruppo cambia radicalmente sound con un pezzo più orecchiabile e leggero, ricco di melodie soprattutto a livello vocale, dove Luca dimostra di essere preparato non solo sul growl ma anche sulle parti pulite. Si torna a picchiare con la cadenzata e panteriana “Blind Angel” abbastanza mainstream nei suoi richiami al nu metal. “Fog Of Fear” nella prima parte ci mostra nuovamente il lato più tranquillo e rock dei Dystopya mentre nella seconda decolla con un’accelerazione ai limiti del power, accompagnata da assoli dove la componente melodica viaggia di pari passo a quella tecnica. La sezione ritmica non cerca di strafare ma, al contrario, è abbastanza lineare, precisa e composta. “Alameida”, con i suoi riff serrati e i cambi di tempo, ricorda i Kreator più recenti e pecca solo di una linea vocale ripetitiva e non proprio esaltante, difetto evidenziato anche da “Timanfaya”. Migliori “In The Black Heart Of The Oceans”, tutta giocata sull’alternanza tra parti più riflessive e altre maggiormente aggressive e la conclusiva “Killing Time”, dove arpeggi e melodie sono ancora una volta al centro della scena. Una buona chiusura di un lavoro che a conti fatti non è molto originale e non convincente in tutti i frangenti, ma rappresenta comunque una solida base di partenza, soprattutto perché eterogeneo e ricco di spunti che la band potrà sviluppare senza il timore di essere già stata strettamente classificata in questa o quella categoria musicale.

TRACKLIST

  1. P.I.L.
  2. Moon's Crying
  3. Blind Angel
  4. Fog Of Fear
  5. Alameida
  6. Timanfaya
  7. In The Black Heart Of The Ocean
  8. As Moths To The Light
  9. Killing Time
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