EA – A Etilla

Pubblicato il 03/07/2014 da
voto
6.5
  • Band: EA
  • Durata: 00:49:12
  • Disponibile dal: 13/01/2014
  • Etichetta: Solitude Prod.
  • Distributore:

Prosegue a ritmi serrati l’avventura degli Ea, band che si cela dietro una cortina di totale mistero e nulla fa trapelare su se stessa, se non la provenienza – tutta da verificare – da Cody, Wyoming, sperduta cittadina immersa nel nulla e luogo dove ha avuto i natali Buffalo Bill. Le stravaganze del gruppo non finiscono qui, e contagiano le liriche utilizzate: i testi si baserebbero infatti su un antico linguaggio, di non si sa bene quale popolo, che il gruppo sarebbe stato in grado di interpretare e riutilizzare nei propri testi grazie ad alcune recenti scoperte archeologiche. Sarà andata così o si saranno inventati la storia di sana pianta per farsi fighi? Non è dato di sapere, ma a noi piace credere che ce la raccontino giusta e che i cinque album finora pubblicati, compreso quest’ultimo, narrino realmente la storia di un popolo dall’origine incerta quanto quella degli Ea medesimi. Lasciando da parte le facezie e concentrandoci sulla musica, rileviamo come vi sia una forte continuità con i lavori passati; gli Ea si esprimono anche in “A Etilla” su partiture a maglie larghe e di ampissimo respiro e, come accaduto per il precedente “Ea”, ci troviamo ad affrontare un’unica composizione, di quasi cinquanta minuti, che risente di una visione del funeral doom meno compromessa da tristezza e angosce rispetto alla media degli act dalla similare etichetta stilistica. Si evocano sogni e mondi lontani, nel tempo e nello spazio, e si rasenta una dimensione quasi mistica, che alle desinenze estreme contrappone una spinta all’etereo molto pronunciata. La somministrazione di canti ecclesiastici, tastiere vellutate e arpeggi minimali porta l’attenzione verso il gothic/doom più ermetico, dall’ascolto non tortuoso ma nemmeno immediato; i mid-tempo più dinamici riportano con decisione verso reami tipicamente funerei, anche se i suoni sono più levigati di quanto accade di solito negli album funeral, e le melodie che li ravvivano non intorbidano il corso della musica, solo a piccole dosi attanagliata da tremenda cupezza. I diversi movimenti nei quali “A Etilla” è diviso si susseguono con naturalezza: è chiaro che sui formati extralarge gli Ea si trovano a completo agio e sanno cucire assieme parti ambient quasi abbandonate dal metal e progressioni epiche come se le due sezioni fossero contingenti, e non completamente antitetiche. Lo studio e l’attenzione poste sulle piccole cose che separano i mestieranti dai veri musicisti pone gli Ea nella parte alta di una ipotetica classifica degli act funeral doom, si rifuggono banalità e facilonerie, e l’impressione di ascoltare una band di caratura ce l’abbiamo eccome; superata una prima distaccata analisi, però, ci accorgiamo di faticare ad entusiasmarci compiutamente. La rarefazione delle parti meno metalliche fa perdere il filo, per quanto prese a sé stante non ci dispiacciano affatto queste idee d’atmosfera diluiscono la potenza immaginifica degli Ea, che se si fossero mossi in questa direzione con minutaggi più ridotti avrebbero guadagnato impatto. E’ il peso specifico dato alle singole fasi che ci lascia titubanti, la diluizione di ogni animosità in prolungati candori estatici toglie mordente e ci dona un’opera con momenti singoli di rilievo, ma che nell’insieme è un’incompiuta. Peccato, perché le sortite vincenti ci sarebbero, ma devono fare i conti con delle cadute di tensione che non possono non inficiare la valutazione definitiva. La band rimane comunque di alto interesse per gli adoratori del funeral, soprattutto per quegli ascoltatori che cercano ogni tanto di uscire dal seminato e vogliono cimentarsi con proposte non allineate al pensiero comune.

TRACKLIST

  1. A Etilla
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