EA – Ea

Pubblicato il 11/04/2012 da
voto
7.5
  • Band: EA
  • Durata: 00:47:38
  • Disponibile dal: 05/03/2012
  • Etichetta: Solitude Prod.
  • Distributore:

Onestamente credevamo che – una volta terminata la trilogia fondata su antichi idiomi sconosciuti – gli Ea sarebbero misteriosamente e silenziosamente scomparsi nel nulla, così come altrettanto misteriosamente e silenziosamente erano apparsi sulle scene nel 2006. Invece, rieccoli tornare con un nuovo album autointitolato che a quanto pare funge da poscritto e chiude la prima parte della loro carriera, gettando nel contempo le basi per una eventuale seconda fase. “Ea” consta di una sola traccia della durata di 47 minuti e 38 secondi, lungo la quale i Nostri ci deliziano con il funeral doom atmosferico e quasi orchestrale ai quali ci avevano abituato. All’interno del lavoro però le variabili non sono poche: per il proprio status di “album di transizione”, “Ea” può essere considerato una sorta di lavoro di ricerca, dove la band tenta di inserire diverse soluzioni su di un canovaccio sempre e comunque funereo. Assistiamo così al tentativo di esplorare il versante più darkeggiante del loro sound, tramite l’utilizzo di un organo che a tratti rimanda addirittura ai pionieristici Jacula. Ancora, in alcuni passaggi ci si trova davanti ad un vero e proprio ambient fatto di rumori di acqua che scorre, che ben si adatta peraltro al funeral “melodico” della band. Non possiamo fare a meno di citare anche alcune accelerazioni ritmiche sulle quali vengono inseriti dei veri e propri assoli di chitarra di chiaro stampo classic heavy, o anche dei passaggi soffusi ma vicini a certo depressive black metal. Tutte queste variabili vengono inserite qua e là, ma mai approfondite più di tanto, come se gli Ea volessero testare delle soluzioni differenti per vedere l’effetto che provocano sull’ascoltatore. Si nota inoltre una maggiore presenza di tastiere e di pianoforte, che spingono sempre più la band verso lidi meno estremi e soffocanti, fatto rimarcato anche dall’utilizzo delle twin vocals che vede il classico growl catacombale del singer contrapposto a leggiadri e volatili vocalizzi femminei. Il risultato finale è molto buono, tanto che probabilmente “Ea” può essere considerato il migliore lavoro del combo. Ora vedremo cosa la band ci riserverà in futuro, dato che le carte in tavola potrebbero essere tranquillamente sparigliate. Nel frattempo, ci godiamo questa nuova pièce de résistance che sicuramente non lascerà indifferenti gli amanti di Shape Of Despair e Colosseum.

TRACKLIST

  1. Ea
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