EARLY GRAVES – Red Horse

Pubblicato il 05/11/2012 da
voto
6.5
  • Band: EARLY GRAVES
  • Durata: 00:33:00
  • Disponibile dal: 30/10/2012
  • Etichetta: No Sleep Records
  • Distributore:

Superata la tragica scomparsa del loro frontman Makh Daniels, unica vittima di un incidente stradale che coinvolse la band mentre questa in tour negli USA nel 2010, gli Early Graves ripartono con “Red Horse”, loro terzo full-length e primo a vedere dietro al microfono John Strachan dei black metaller The Funeral Pyre, gruppo con cui i Nostri stavano regolarmente dividendo il palco all’epoca della disgrazia. Gli Early Graves fanno parte di quella schiera di band statunitensi che negli ultimi anni hanno riscoperto l’hardcore-punk più crudo e il death metal delle origini: un sound che ha iniziato esplodere con l’ascesa dei Trap Them e che vede appunto gli Early Graves tra i suoi tanti portabandiera. Nel complesso, proprio i Trap Them possono essere considerati il primo termine di paragone per questi ragazzi californiani, ma di certo non vanno sottovalutati nomi come Martyrdöd e Disfear, la cui influenza si fa sentire in più di un’occasione nel corso della tracklist di “Red Horse”, in particolare in quei momenti in cui le sonorità prendono una piega più slabbrata e deragliante. Inoltre, Strachan adotta qui uno stile più caustico, che ogni tanto ricorda il Tompa Lindberg più sgraziato, e ciò non può far altro che rendere maggiormente insistenti i riferimenti a certo hardcore/metal svedese. Il gruppo oggettivamente ci sa fare – d’altronde non è un caso che sia arrivato al terzo disco, quando molte band di questo genere hanno solitamente vita breve – tuttavia, al di là di una manciata di pezzi ben strutturati, fatichiamo a trovare spunti davvero portentosi nella sua proposta. Di fatto, il quintetto assomiglia un pochino troppo a vari colleghi e, ad eccezione di qualche parentesi acustico/atmosferica (peraltro ben riuscita, vedi “Quietus”), non riesce ad esprimere un sound più di tanto personale e brillante. “Red Horse” è senza dubbio un album gradevole e che si lascia ascoltare, ma è privo di quello charme tipico dei leader; intrattiene, ma non compie mai il salto di qualità. I die-hard fan rimangano tuttavia in ascolto e facciano attenzione a brani come “Pure Hell”.

TRACKLIST

  1. Skinwalker
  2. Misery
  3. Days Grow Cold
  4. Red Horse
  5. Apocalyptic Nights
  6. Death Obsessed
  7. Pure Hell
  8. Quietus
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