EARTHLESS – Black Heaven

Pubblicato il 22/03/2018 da
voto
7.0
  • Band: EARTHLESS
  • Durata: 39:40
  • Disponibile dal: 16/03/2018
  • Etichetta: Nuclear Blast
  • Distributore: Warner Bros

Sorpresina. Gli Earthless non sono più un gruppo strumentale. Eh già, con “Black Heaven” il trio californiano ha deciso che fosse tempo di soddisfare quella domanda che aleggiava dal 2001: “ma perché non c’è nessuno che canta?”. Sarà per intenti di certo genere, sarà per l’entrata in Nuclear Blast, per un ampliamento sonoro della loro (favorita) sede live, fatto sta che i patroni del rock strumentale West Coast arrivano ad accoppiarsi ai nuovi compagni di etichetta Kadavar, Graveyard e Blues Pills. Isaiah Mitchell prende dunque possesso anche del microfono e allega la sua voce seventies (già assaporata in qualche cover degli Earthless e col suo gruppo Golden Void) al comparto strumentale tipico del trio del compagno Rubacalba. Certo è che un baluardo dello psych rock fumoso e jammato come gli Eathless sarà difficile da vedere in occhi diversi dai trip unicamente strumentali, tipici di quel processo che in “From The Ages” aveva preso uno dei suoi momenti migliori e più ispirati. “Gifted By The Wind” è però un’opener coi fiocchi: tipica Earthless, connotati Fu Manchu, Nebula e compagni di peyote, con la voce di Mitchell che tutto sommato sembra proprio fatta apposta per farci entrare ancora più nei sentori desertici del Mojave, imperfetta e calda nella giusta dose. L’apporto del chitarrista è stato dunque fondamentale per la riuscita di “Black Heaven”, mai come prima d’ora, come dice Rubacalba. L’album ha infatti sei canzoni e ha parti vocali per il settanta percento del disco, gli unici due strumentali – la titletrack e “Volt Rush” – hanno una durata complessiva di dieci minuti; la durata complessiva del disco, infine, non supera i quaranta minuti di musica. Una di queste due mini-strumentali (che nel precedente “From The Ages” sarebbero durate almeno tre volte tanto) è stata però scelta come video promozionale: “Volt Rush” è infatti una spruzzata di psichedelia, pizza, skate sulle strade di San Diego e schitarrate fattone, sintomo che ancora una volta gli Earthless riescono a piazzarsi tra i maggiori esponenti della scena, anche con meno di due minuti a disposizione. Se si vuole ricordarsi gli Earthless come erano e sono sempre stati basta godersi “Black Heaven”, sicuro baluardo per i più nostalgici. Con la finale “Sudden End” -controparte complementare di “Volt Rush” per il senso del lavoro – sembra di tornare ai fasti dei Lynard Skynard più meditabondi, o quasi a certi Bevis Frond, suadenti e letali allo stesso tempo, riuscendo ad apprezzare quanto, ancora una volta, il trio di San Diego è riuscito a portare a galla. “Black Heaven” è Earthless al 100%, e forse ancora di più: funambolismi chitarristici, psichedelia desertica, riff rocciosi e progressioni ritmiche accattivanti. Questa volta anche con la voce. Riscoprendo ancora una volta -e forse più che in passato- ZZ Top, Allman Brothers e soprattutto i Cream.

TRACKLIST

  1. Gifted by the Wind
  2. End to End
  3. Electric Flame
  4. Volt Rush
  5. Black Heaven
  6. Sudden End
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