EASTERN FRONT – Empire

Pubblicato il 19/10/2016 da
voto
6.5
  • Band: EASTERN FRONT
  • Durata: 00:40:13
  • Disponibile dal: 30/09/2016
  • Etichetta: Cacophonous Records
  • Distributore: Audioglobe

Terzo album in studio per gli inglesi Eastern Front, black metal band da sempre devota ad un concept lirico basato su tematiche di guerra, seguendo una strada già percorsa da band come Marduk o Endstille. “Empire” esce sotto l’egida della Cacophonus Records, la stessa che, a suo tempo, aveva prodotto album come “Stormblåst” dei Dimmu Borgir o “The Principle of Evil Made Flesh” dei Cradle Of Filth, giusto per citare i più clamorosi. L’etichetta si è rimessa di recente in attività e uno dei dischi che ci presenta è questo ultimo lavoro degli Eastern Front, il primo della band con la nuova cantante Marder, al soldo Nina Piccirillo, vocalist anche nei Daemona. La scelta di una vocalist screamer, e il conseguente abbandono del growl, crediamo che in qualche modo abbia contribuito a definire il sound della band e farlo propendere verso lidi più melodici. Questo è certamente un aspetto positivo, la performance di Marder è più che soddisfacente, perfettamente adatta alla proposta e anche dal punto di vista interpretativo non possiamo che applaudire all’epos della front girl. La militanza, poi, nella band del batterista Matt Alston, pure in forza nei Devilment di Dani Filth (che compare peraltro come guest in “Crimson Mourn”) probabilmente ha fatto il resto, ovvero ha reso la proposta musicale decisamente vicina ai Cradle Of Filth e, di fatto, è come se assistessimo ad una sorta di “rinuncia” di ricerca di una personalità propria da parte degli Eastern Front. Se da un lato va riconosciuta ai Nostri una capacità di scrittura dei brani matura e ordinata, avvalendosi di una vena melodica ispirata, dall’altro non citare la prevedibilità e la canonicità del songwriting sarebbe miope. Non mancano – sebbene non siano in primissimo piano – le aperture sinfoniche e le atmosfere oscure e gotiche, gli scream urticanti e i blast beat che difficilmente raggiungono velocità vertiginose, facendo rimanere i bpm a una velocità di crociera per lo più controllata. I brani nella loro già citata canonicità sono scorrono senza intoppi, anche se talvolta assistiamo a qualche passaggio a vuoto, dove cioè un leggero sentore di noia prende il sopravvento. Un gruppo che agli amanti e completisti del genere potrà dare soddisfazione, ma da un terzo album sarebbe lecito aspettarsi una presa di coscienza piuttosto che una perdita di personalità.

TRACKLIST

  1. Empire
  2. Veiled by Blood
  3. The Fire Consumes
  4. No Snow Falls for Sorrow
  5. Husks of Kursk
  6. Crimson Mourn
  7. 1000 Winds That Blow
  8. Die Reise in den Tod Pt. II
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