(ECHO) – Devoid Of Illusions

Pubblicato il 06/12/2011 da
voto
8.0
  • Band: (ECHO)
  • Durata: 01:05:58
  • Disponibile dal: 11/12/2011
  • Etichetta: BadMoodMan Music
  • Distributore:

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Ed ecco che, con estremo piacere, ci troviamo a scrivere di quello che, senza troppi dubbi, è il miglior disco d’esordio dell’anno 2011, nonché una delle uscite più interessanti di quest’annata piena di alti e bassi da parte di varie band, soprattutto tra le più blasonate. Stiamo parlando di “Devoid Of Illusions”, album con il quale i bresciani (EchO) debuttano, dando alla luce un lavoro davvero memorabile. Ma andiamo per gradi. Il genere proposto è sostanzialmente un doom metal, arricchito però da sfumature e influenze, che vanno a rendere la musica di questi ragazzi una creatura già riconoscibile e ben definita, una cosa non da poco, specie per una band al debutto. I riferimenti e le influenze, dicevamo, sono tanti: i principali gruppi che verranno in mente a chiunque deciderà di regalarsi un’oretta di buona/ottima musica ascoltando questo disco, sono band dall’indole gothic/doom come My Dying Bride, Swallow The Sun, Paradise Lost, Katatonia, ma anche Novembre. In più, però, si potranno trovare spunti dall’indole post-metal e rock (Isis, Pelican o Mogwai), e pezzi rallentati di matrice sludge (Eyehategod piuttosto che Crowbar). Tutto questo amalgamato e impreziosito da un fascinoso gusto talvolta vagamente progressive (oseremmo dire un po’ Pink Floydiano), e talvolta invece più “psychedelic rock”, alla Anathema, tanto per intenderci. Insomma c’è davvero tanta, tantissima “roba” all’interno del sound dei nostri, tanti elementi uniti con una precisione tale che sembrano formare i pezzi di un puzzle. Il suono degli (EchO) è denso e nero come una colata di petrolio nel letto di un fiume: a tratti è calmo e quasi dormiente, in altri frangenti è pericolosamente impetuoso, ma in questo suo defluire, continua a scorrere dove è più logico e giusto che debba farlo e, nel frattempo, annerisce, annienta e sforma tutto ciò che tocca, incollandosi alla fine nel cervello dell’ascoltatore per non staccarsi più. I brani sono lunghi, articolati, complessi ma ben bilanciati nelle aperture melodiche (stupende) e nei pezzi più aggressivi. Quasi superfluo stare a decantare le lodi dei singoli elementi del gruppo, vi basti sapere che davvero ogni cosa è al suo posto: dagli assoli evocativi, al riffing davvero ispirato sia nei frangenti più melodici che in quelli più cadenzati, passando per splendide suite di tastiere, profondissimi growl e via dicendo. Ottimo anche il suono, i nostri hanno deciso di registrare questo disco nei Priory Recording Studio di Birmingham, e il risultato è una sorta di abito su misura, che si adatta perfettamente alla loro dimensione musicale. A questo punto ci fermiamo, in quanto non vorremmo divenire eccessivamente ampollosi e perdere di credibilità continuando ad esaltare l’ottimo lavoro di questi ragazzi, ma un ultimo consiglio ci sentiamo di darlo ai nostri lettori appassionati di buona musica: date una possibilità agli (EchO), difficilmente ve ne pentirete.

TRACKLIST

  1. Intro
  2. Summoning the Crimson Soul
  3. Unforgiven March
  4. The Coldest Land
  5. Internal Morphosis
  6. Omnivoid
  7. Disclaiming My Faults
  8. Once Was a Man
  9. Sounds From Out of Space
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