ECHOES OF GLOOM – The Mind’s Eternal Storm

Pubblicato il 07/10/2025 da
voto
7.5
  • Band: ECHOES OF GLOOM
  • Durata: 00:41:26
  • Disponibile dal: 25/09/2025
  • Etichetta:
  • ATMF

L’autunno incombe, col suo carico di natura decadente, colori di brace e giornate in declino, ed il debutto del progetto Echoes of Gloom sembra essere una delle colonne sonore ideali per questo periodo.
“The Mind’s Eternal Storm”, infatti, è una sintesi in quarantadue minuti tra il black metal atmosferico (allievo di Agalloch, Panopticon e compagnia boschiva) e l’epicità annerita dei Bathory.

Presentata da una copertina evocativa – tanto per figura quanto per colori – l’opera prima della nuova incarnazione dello schivo polistrumentista Dan Elkin ci conduce per mano in panorami plumbei, assorti e vagamente mesti, mostrandocene però, al tempo stesso, la parte più gloriosa e trionfale: questa dicotomia attraversa tutto l’album, esprimendosi nel contrasto sciabordante tra una batteria lanciata a ritmo forsennato o marziale (“Immortality Manifest”) e i momenti invece più riflessivi, dove chitarre e tastiere costruiscono panorami delicati come le nervature di una foglia, passando per l’utilizzo delle voci, ora corale e ora raschiato e sibilante (vicino a soluzioni magnificamente create in passato per esempio dai Caladan Brood).
In primo piano, come spina dorsale portante delle canzoni, e collante a tenere uniti i vari stati d’animo musicali, è proprio il duplice lavoro delle sei corde e dei tasti d’avorio, con le prime in grado di costruire arpeggi evocativi, assoli epici o rafforzare le parti più furibonde, risultando duttili ed efficaci tanto nelle parti propriamente black che in quelle rallentate, quasi doom, come succede nella suite finale “Wanderer of the Mind’s Eternal Storm”; le seconde, invece, danno corpo e spessore all’intera scaletta, impreziosendo con un afflato sinfonico il viaggio introspettivo attraverso scenari da saghe perdute nel tempo.

Il lascito della band di Quorthon (quei semi primordiali tra pagan, folk, black, heavy che poi germogliarono in moltissime esperienze diverse, costruendo nuove scene e dando linfa a nuovi generi), soprattutto, è una coltre densa che avvolge questo debutto, particolarmente evidente nella doppietta “Throes of Bereavement I/II” o in “Great Malignant Towers of Delirium”: quel gusto cupo, vagamente tragico, in odore di battaglie ancestrali e mestizia umana, dilaga volentieri un po’ ovunque, risultando però talvolta un faro ‘troppo’ abbagliante da cui farsi guidare. Soprattutto negli episodi citati, è frequente la sensazione di un ‘esercizio di stile’ sui dettami dei padrini svedesi, al punto che, dopo vari ascolti, emerge una certa ripetitività di fondo che penalizza un po’ il lavoro – quasi un peccato, vista comunque l’amalgama omogenea e sensata tra le varie sfumature, bellicose o contemplative che siano.

In conclusione, “The Mind’s Eternal Storm” è un buon disco con cui salutare l’autunno: qualora resti un unicum nella carriera del Nostro, è comunque una dichiarazione d’amore verso i Bathory, declinata con perizia; se il progetto Echoes Of Gloom dovesse invece avere un seguito, ci auguriamo che il Nostro riesca a far brillare la sua stella di luce davvero propria, perchè scorgiamo in nuce gli elementi per farlo.

TRACKLIST

  1. Intro
  2. Immortality Manifest
  3. The Wandering Moon
  4. Great Malignant Towers of Delirium
  5. Throes of Bereavement I
  6. Throes of Bereavement II
  7. Tome of Fathomless Darkness
  8. Wanderer of the Mind's Eternal Storm
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