ECNEPHIAS – Ecnephias

Pubblicato il 10/03/2015 da
voto
7.5
  • Band: ECNEPHIAS
  • Durata: 01:07:02
  • Disponibile dal: 16/02/2015
  • Etichetta: My Kingdom Music
  • Distributore: Audioglobe

Dieci anni sono passati dal primo demo “November” e tantissime cose sono cambiate, ma fa piacere constatare che l’evoluzione stilistica degli Ecnephias non sia andata mai ad intaccare l’idea di musica chiara nella mente del gruppo sin dal principio. Il nuovo album omonimo degli Ecnephias, reduci dal magnifico “Necrogod” pubblicato due anni fa, si apre con un’intro strumentale all’insegna del classic heavy. “The Firewalker”, vera opener e migliore canzone del full length, è un grande brano e bastano appena poche note per capire una cosa: il gruppo nostrano, grazie all’esperienza, è in grado di presentare su ogni album una sfumatura nuova del proprio inconfondibile trademark. Questo gruppo non perderà mai la propria identità, indipendentemente dal genere che deciderà di suonare. Ma com’è la nuova inclinazione del sound presentato dagli Ecnephias? E’ senz’altro meno oscura ed estrema di quella di “Necrogod”. Ormai il gruppo ha abituato i propri fan ad alternare una release più estrema ad una meno oscura: basta ripercorrere la discografia per rendersene conto. Le atmosfere di “The Firewalker” sono molto gotiche, seppur diverse da quelle presenti su “Inferno”. I punti di riferimento sono per l’ennesima volta cambiati, segno che gli Ecnephias non sono succubi delle influenze provenienti da altre band. I punti in comune con i Type O Negative emersi su “Necrogod” sembrano già essersene andati. Stavolta è forte il richiamo ai Moonspell, specialmente a quelli più cupi ed introspettivi, ma si potrebbe azzardare dicendo che tali influenze derivino un po’ dalla scena portoghese in generale, se pensiamo anche ai bravi Heavenwood, con i quali gli Ecnephias condividono passaggi gothic/rock come su “Chimera”. Ma ovviamente il sound mutevole degli Ecnephias non esaurisce qui le influenze trasversali dalle quali è investito. Anche la tradizione gothic inglese, quella maestra, sembra qui presente, come ad esempio sul brano “A Field Of Flowers”. Paradise Lost su tutti, ma anche sbiaditi riflessi doom degli Anathema possono aver in qualche modo fatto da modelli agli ultimi Ecnephias, i quali riescono a spaziare ulteriormente sino a toccare il sound dark dei The Cure. I Nostri riescono anche ad inserire in un unico brano tutto questo mondo variegato di generi, come in “Born To Kill And Suffer”: bravi e sperimentali senza rinunciare alla propria identità, come si diceva in apertura. Nei riff e nei passaggi più pesanti gli Ecnephias hanno persino qualcosa dei primi Septic Flesh; del resto il legame del gruppo italiano con la scena ellenica non è una novità. Estremizzando lo stile, magari già sul prossimo lavoro, la band potentina potrebbe davvero prendere i Septic Flesh, magari quelli dell’era di “Ophidian Wheel”, come esempio. Da notare anche come di album in album gli Ecnephias siano riusciti a migliorarsi negli assoli di chitarra, sempre più ricercati e sempre più classic heavy. In diversi frangenti e su interi brani, come “The Criminal”, i Nostri mettono in mostra il loro amore per la vecchia scuola ed è evidente il tocco tipicamente Anni ’90, soprattutto quello legato alla scena gothic metal dell’epoca. Questo richiamo al passato non fa che arricchire il fascino di “Ecnephias” e sarà molto gradito ai fan della ‘vecchia guardia’, fortunati per aver vissuto in prima persona gli anni in cui ogni mese uscivano diversi capolavori: tempi purtroppo molto lontani dalla realtà attuale. Non solo la canzone “Tonight”, ma un po’ tutta la seconda parte dell’album soffe un calo d’intensità, causato indubbiamente dall’elevato minutaggio dei singoli brani e di quello complessivo. Un’eccezione è “Lord Of The Stars”, pezzo cupo e old school molto suggestivo, uno degli esperimenti meglio riusciti, in cui vengono fuse assieme tutte le correnti stilistiche che confluiscono nel sound del gruppo nostrano. “Wind Of Doom” è invece un capitolo tranquillo e raffinato, ma soffre di troppa staticità ed incisività. La seguente “Nyctophilia” è in chiave modern gothic metal, assai lineare e piuttosto catchy ed orecchiabile, ma non si può dire che sia un brano riuscito. “Nia Nia Nia” è una song particolarissima, che fugge da qualsiasi etichetta: è una sorta di semi ballad dark davvero affascinante e dall’animo voodoo. Infine, arriva “Vipra Nigra”, song scelta dal gruppo per il nuovo videoclip. Probabilmente, dunque, la band la considera molto rappresentativa di questo quinto full length: la natura del pezzo è gothic metal, ma dal tocco assolutamente mediterraneo che lo rende esotico, ma senza togliergli il pathos esoterico. La release di conclude con una semplice outro costruita su una base elettronica. Speriamo si tratti solo di una traccia sperimentale e non di un anticipo di una nuova svolta stilistica verso correnti EBM o simili. Staremo a vedere. Nel frattempo… buon ascolto!

TRACKLIST

  1. Here Begins The Chaos
  2. The Firewalker
  3. A Field Of Flowers
  4. Born To Kill And Suffer
  5. Chimera
  6. The Criminal
  7. Tonight
  8. Lord Of The Stars
  9. Wind Of Doom
  10. Nyctophilia
  11. Nia Nia Nia
  12. Vipra Nigra
  13. Satiriasi
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