ECTOPLASMA – Inferna Kabbalah

Pubblicato il 21/01/2022 da
voto
7.0
  • Band: ECTOPLASMA
  • Durata: 00:34:51
  • Disponibile dal: 24/01/2022
  • Etichetta:
  • Memento Mori

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Con un monicker come Ectoplasma, un artwork che sembra uscito da una fanzine degli anni Ottanta e titoli del calibro di “Infestation of Atrocious Hunger” e “Gruesome Sacred Orgasms”, intuire dove andremo a parare nel corso delle prossime righe è tutt’altro che impresa ardua. L’estetica, d’altronde, è inconfondibile, e se questa non dovesse bastare ci pensa il marchio Memento Mori a fugare ogni dubbio e a collocare la quarta fatica sulla lunga distanza del gruppo greco nel putrido alveo del death metal vecchio stampo, andando così a rinfoltire i ranghi di quella che ormai è una sottocorrente inesauribile in termini di nuovi gruppi e uscite.
I Nostri non sono appunto degli esordienti, e sebbene finora abbiano mantenuto un profilo bassissimo – rimanendo di fatto sconosciuti ai più – questo “Inferna Kabbalah” potrebbe rappresentare un buono strumento per la circolazione del loro nome nell’underground, configurandosi indubbiamente come un’opera derivativa e non essenziale, ma anche di gran lunga superiore a quella paccottiglia Entombed o Incantation wannabe che da circa un decennio ci piove sulla scrivania ogni mese. Lo sguardo del duo dell’Attica è rivolto agli albori del genere – e su questo non ci piove – ma non ad un filone o ad una band specifici; al contrario, la sua è un’operazione di recupero che se ne frega di appartenere a questa o a quella corrente, di omaggiare il Vecchio piuttosto che il Nuovo Continente, e il risultato finale è un amalgama che spazia in lungo e in largo il periodo ’89-’92 con gusto e conoscenza, suonando al contempo primitivo e dinamico. Autopsy, Benediction, Massacre, qualcosa dei primi Asphyx e Grave… Una fiera della sostanza e della ruvidezza che passa da un riffing piuttosto ‘ingegnoso’ per gli standard ai quali dischi simili ci hanno abituato e da una sezione ritmica che affronta la tracklist a colpi di assalti caracollanti e parentesi più rocciose, in grado di declinare la melodia in modo affatto disprezzabile, con un growling marcio e catarroso a fare da collante nel mezzo.
Ora, intendiamoci: la vera classe applicata al verbo old-school risiede altrove, ciononostante, grazie soprattutto a brani efficaci e pimpanti come “God is Dead, Satan Lives (Rosemary’s Baby)”, “Appalling Abomination”, “My Medieval Urges Materialized” e la succitata “Infestation…”, “Inferna Kabbalah” finisce per guadagnare molti più giri nel lettore di quanto sarebbe stato lecito aspettarsi all’inizio, permettendo anche di godere di una produzione piena e squisitamente organica. Se vi ritrovate nell’immaginario descritto, fatto di cimiteri, tombe profanate e zombi, almeno un ascolto a questa mezz’oretta di musica è consigliato.

TRACKLIST

  1. God is Dead, Satan Lives (Rosemary's Baby)
  2. Appalling Abomination
  3. My Medieval Urges Materialized
  4. Infestation of Atrocious Hunger
  5. Inferna Kabbalah
  6. Gruesome Sacred Orgasms
  7. Filth-Ridden Flesh
  8. Desecration of the Christian Existence
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